
Nato nel maggio 1928, Yaacov Agam, padre dell’arte cinetica, ha voluto rompere con la sua opera la tradizione dell’arte come rappresentazione di ciò che si vede in modo statico, per giungere a interpretare il vissuto e il visibile nel loro contesto reale: ovvero in perpetuo movimento, in continua trasformazione e soggetti alle variazioni del tempo e dello spazio. Tutto ciò ha rappresentato una vera rivoluzione per l’arte in un periodo del XX secolo già fertile, che aveva visto nascere numerosi nuovi movimenti artistici.
Agam, arrivato in Francia nel 1951, andò oltre tutto ciò che era stato creato fino ad allora, distinguendosi totalmente dai suoi colleghi e realizzando opere che si trasformano, coinvolgendo i visitatori delle sue mostre, ai quali veniva chiesto di spostare parti dei suoi quadri. Nulla di tutto ciò era improvvisato. Agam aveva meditato e studiato a fondo la sua visione dell’arte per poi spiegarla chiaramente in «Transformable Transformables» e in «Yaacov Agam». Si può dire che, per la prima volta nella storia, un pittore decise di abbandonare la consueta pittura bidimensionale, che sembrava intoccabile, per aprire le porte a un mondo tridimensionale e, più tardi nel suo lungo percorso artistico, introducendo il tempo come ulteriore dimensione, a un mondo quadridimensionale. Attraverso la sua concezione di arte cinetica, Agam sollecita un movimento che avviene nell’occhio del visitatore durante i suoi spostamenti davanti all’opera.
Yaacov Agam ha inoltre inventato la tecnica da lui chiamata «Agamografo»; si tratta di un’opera cinetica che combina due immagini distinte su un supporto piegato a fisarmonica. L’immagine cambia a seconda dell’angolo di visione dello spettatore.
Desidero citare qui un passaggio del libro «Yaacov Agam» in cui l’artista scrive:
«Vorrei precisare l’importanza di tre fattori che sono alla base di tutta la mia ricerca e di tutta la mia opera: il fatto di essere cresciuto sul suolo d’Israele, questa terra piena di tradizioni che ha dovuto però essere ricreate in modo nuovo per trovare il suo posto nella vita moderna; il fatto di essere figlio di un rabbino che ha cercato per tutta la vita di dissociare lo spirito dalla materia; il fatto di aver approfondito la Kabbalah e di aver ritenuto, attraverso di essa, necessaria la ricerca di una verità interiore».
Proseguendo nella sua ricerca di innovazione, Agam realizza opere di grande respiro, spesso destinate a decorare ampie superfici. Negli anni ’60 si devono a lui «Double Métamorphose II» nell’atrio del Museum of Modern Art (MoMA) di New York; «Scala di Giacobbe», decorazione del soffitto del foyer della National Convention House a Gerusalemme; «Double Métamorphose», un murale di 8 metri d’altezza realizzato per il transatlantico israeliano «Shalom». Segnaliamo inoltre il notevole murale «La Pace e la Vita» che orna il Salone dei Rappresentanti al Consiglio d’Europa a Strasburgo e che ha la particolarità, se visto di lato, di riprodurre le bandiere dei primi paesi fondatori del Consiglio d’Europa. Qualche anno dopo, Agam realizza il «Salone Agam all’Eliseo», allestimento dell’anticamera degli appartamenti privati del presidente al Palazzo dell’Eliseo, commissionato nel 1972 da Georges Pompidou; il salone comprendeva le pareti, il soffitto cinetico e le porte colorate, mobili e trasparenti. Smontato su ordine di Valéry Giscard d’Estaing, a cui l’opera non piaceva, il salone Agam è esposto dal 2000 al Centre Pompidou. Seguì nel 1977 la Fontana monumentale edificata sul Parvis de la Défense a Parigi, dove si può ammirare il lancio di 66 getti d’acqua verticali che raggiungono i 14 metri.
Nel 1984 Agam esegue «Cuore battente», scultura quadridimensionale per l’Ospedale Hadassah di Gerusalemme. Nel 1986 installa la sua magnifica e ormai celebre fontana dal design “arte cinetica” in Piazza Dizengoff a Tel Aviv; gli ci sono voluti dieci anni per realizzarla. Nel 1991, presso il Tampa Convention Center, Agam inaugura la sua monumentale fontana «Firewater».
Nel dicembre 2012, Agam apre al pubblico la Chanukkià più grande al mondo, con un’altezza di 32 piedi (9,75 metri), la dimensione massima consentita dalla legge ebraica. Per la decorazione di questa immensa scultura, Agam si è ispirato a un disegno di Maimonide (Rambam), che rappresenta boccioli (chiusi) e fiori (aperti). È necessario utilizzare una gru per sollevare chi deve procedere all’accensione delle candele. Ogni anno la Chanukkià viene smontata dopo la festa di Hanukkah.
Nel settembre 2016 apre al pubblico il «Yaacov Agam Museum of Art» a Rishon LeZion. Per l’ingresso del museo, l’artista ha ideato una piccola “foresta” di circa 36 colonne colorate a più faccette, dedicate alla memoria della defunta moglie Amoudeï Klila. Queste colonne accompagnano i visitatori all’interno del museo, dove l’immagine percepita cambia a seconda dell’angolo di osservazione. L’artista ha impiegato quasi sei anni per completare questa “foresta”. In una delle sale del museo si può osservare, tra le altre, un’opera intitolata «Scala di Giacobbe»: un gioco di specchi che ci connette all’infinito.
Qualche tempo fa ho chiesto al signor Agam: può parlarmi del suo museo (Yaacov Agam Museum of Art) a Rishon LeZion in Israele?
Ecco la sua risposta: “Bisogna venire a vederlo; ci sono persone che mi hanno detto di essere venute, di essere uscite e di aver scoperto la propria anima”.
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Onorificenze:
Il 28 settembre 2022, Yaacov Agam ha ricevuto, “per 69 anni di servizio”, il grado di Cavaliere della Legione d’Onore dalle mani dell’Ambasciatore di Francia in Israele, il signor Eric Danon.
Il Premio Israele per l’anno 5786 sarà consegnato a Yaacov Agam al termine delle celebrazioni per il 78° anniversario dell’indipendenza dello Stato di Israele (Yom Ha-atzmaùt)













