Nel frenetico ritmo della vita quotidiana, tra impegni professionali, familiari e sociali, spesso dimentichiamo una delle cose più importanti per il nostro benessere: ritagliare del tempo per noi stessi. Questo momento di pausa, che può sembrare un lusso in un mondo sempre più connesso e produttivo, è in realtà fondamentale per la nostra salute mentale, emotiva e fisica. Prendersi del tempo per sé, non significa solo concedersi una breve “fuga” dalla routine, ma è un vero e proprio atto di cura verso se stessi. Quando dedichiamo tempo alle nostre passioni, ai nostri hobby o semplicemente al riposo, permettiamo al nostro corpo e alla nostra mente di rigenerarsi. Questo ci aiuta a ridurre lo stress, prevenire il burnout e migliorare la nostra concentrazione e produttività nel lungo periodo.
Inoltre, prendersi cura di sé favorisce una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie esigenze. Ritagliare del tempo per riflettere e ricaricarsi, consente di fare il punto della situazione, di capire cosa ci rende felici e cosa invece ci causa disagio. Questa introspezione è essenziale per mantenere un equilibrio tra le varie sfere della vita e per prendere decisioni più consapevoli.
Durante questi giorni di vacanze ho ritrovato il piacere di una cucina lenta, creativa, non solo necessaria a sfamare la truppa, ma che fosse anche soddisfacente per me.
Per costringervi a rallentare vi propongo una ricetta lenta, da preparare ascoltando la vostra musica preferita o un podcast interessante.
Ribollita: ricetta tradizionale toscana
La ribollita è uno dei piatti più iconici della cucina toscana, un minestrone di verdure arricchito con pane raffermo e olio d’oliva. Il suo nome deriva dal fatto che la zuppa veniva “ribollita” (cioè fatta bollire di nuovo) il giorno dopo, per intensificare i sapori. Questo piatto semplice ma ricco è perfetto per i mesi più freddi, ed è un ottimo esempio di cucina povera, che sfrutta ingredienti comuni ma che, grazie alla lunga cottura, diventa straordinariamente saporito.
Ingredienti:
-300 g di fagioli cannellini (freschi o secchi)
-1 cipolla media
– 2 carote
– 2 gambi di sedano
– 2 patate
– 1 porro (facoltativo)
– 1 mazzetto di cavolo nero (circa 300 g)
– 2 pomodori maturi (o 200 g di passata di pomodoro)
1-2 fette di pane raffermo
3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1-2 spicchi d’aglio
-Sale e pepe q.b.
Brodo vegetale (circa 1,5 litri)
Rosmarino (facoltativo)
Preparazione:
Se usate i fagioli secchi, metteteli in ammollo in acqua fredda per almeno 8 ore (meglio se tutta la notte). Scolateli e cuoceteli in acqua salata per circa 1 ora, finché non sono teneri. Se usate fagioli già cotti (in scatola o freschi), potete saltare questo passaggio.
Sbucciate e tritate finemente la cipolla, le carote, il sedano e il porro (se lo usate). Tagliate le patate a cubetti e il cavolo nero a strisce sottili.
In una grande pentola, fate scaldare l’olio extravergine di oliva. Aggiungete la cipolla, il sedano, la carota e il porro e fate soffriggere a fuoco medio per circa 10 minuti, finché le verdure non si ammorbidiscono.
Unite le patate a cubetti e i pomodori pelati e tritati (oppure la passata). Mescolate bene e fate cuocere per altri 5 minuti.
Aggiungete i fagioli cotti (o quelli in scatola), insieme al loro brodo di cottura (se avete usato fagioli freschi o secchi) o al brodo vegetale. Aggiungete anche un rametto di rosmarino (se ve piace). Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 40-45 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il cavolo nero tagliato a strisce sottili e fate cuocere per altri 20-30 minuti, finché tutte le verdure sono tenere e il brodo è ben amalgamato.
Tagliate il pane raffermo a fette e aggiungetelo alla zuppa. Mescolate bene, il pane si sfalderà e aiuterà a rendere la ribollita più densa. Se la zuppa sembra troppo densa, aggiungete un po’ di brodo vegetale per raggiungere la consistenza desiderata.
Una volta che il pane è stato ben incorporato, spegnete il fuoco e lasciate riposare la ribollita per almeno un’ora, o anche di più, affinché i sapori si amalgamino bene. Tradizionalmente, la ribollita veniva preparata il giorno prima e poi “ribollita” (cioè riscaldata) prima di essere servita.
Riscaldate la ribollita prima di servirla, aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva crudo e una spolverata di pepe. Tradizionalmente, la ribollita si serve con una fetta di pane tostato e un altro filo d’olio.