
La neopresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, si presenta ai giornalisti: si è tenuta presso il Centro Bibliografico “Tullia Zevi” la prima conferenza stampa della nuova presidenza UCEI.
Ad aprire l’incontro è stato l’assessore alla comunicazione, Davide Jona Falco, che ha spiegato la particolarità della nuova giunta: “Tutte le liste che hanno partecipato alle elezioni sono entrate nella giunta. Siamo quindi soddisfatti dell’unità in questo periodo particolare”. Ha poi preso la parola la presidente Livia Ottolenghi che, alla luce del periodo buio che gli ebrei stanno vivendo, ha ringraziato le forze dell’ordine, “che sono essenziali per la vita delle comunità ebraiche”.
Professoressa di odontoiatria alla Sapienza e con un passato già nei consigli delle istituzioni ebraiche, tra cui la Comunità ebraica di Roma e la stessa UCEI, la neopresidente ha sottolineato come la sua presidenza si incentrerà su tre elementi: l’ascolto di tutte le comunità ebraiche, portatrici di diverse identità, la loro valorizzazione e la promozione nel dibattito culturale.
Molti sono stati i temi affrontati durante la conferenza. Tra questi, la situazione internazionale, definita dalla presidente “preoccupante”, poiché in questi anni l’Iran e i suoi proxy hanno fatto “carta straccia dei diritti”, ribadendo dunque l’impegno dell’Unione ad aderire alle manifestazioni di solidarietà del popolo iraniano.
Spazio poi anche al tema del DDL antisemitismo, approvato al Senato la scorsa settimana. La neopresidente ha sottolineato come si tratti di una “legge importante, frutto di un incremento dell’antisemitismo negli ultimi anni del 400%, secondo il rapporto CDEC”, definendo inoltre “miope” la discussione portata avanti da chi ha votato contro, “in quanto nella definizione dell’IHRA la prima frase dice esplicitamente che criticare Israele non è antisemitismo”.
Infine, la questione delle università, divenuta in questi tempi luogo di intolleranza verso i giovani ebrei italiani. “Per ricreare il dialogo sarà necessario ristabilire il diritto alla parola, attraverso iniziative che consentano di migliorare la conoscenza dell’ebraismo e di Israele”.















