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    ITALIA

    Approvato il Ddl antisemitismo

    Resta la definizione dell’Ihra malgrado il no di parte dell’opposizione

    Non c’è l’unanimità tanto auspicata dalla senatrice Liliana Segre nell’aula del Senato. Il disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo è passato con 105 sì, 24 no, 21 astenuti in una seduta dai toni aspri dove si è registrato di fatto un muro contro muro tra la maggioranza e larga parte dell’opposizione. A favore si sono dichiarati, oltre ai gruppi di centrodestra, Azione, Iv e sei riformisti dem. Un Pd spaccato in cui la segreteria vota l’astensione. Contrari Avs e Cinque stelle, malgrado all’inizio il movimento avesse annunciato l’astensione. Per il centrodestra, Ester Mieli di Fratelli d’Italia spiega il perché della legge: “La situazione è peggiorata, quello che credevamo fosse un problema risolto, non lo è, ma addirittura si è diffuso come un virus, attraverso le piazze, i social, qualcosa che è diventato di moda, fa tendenza, fa appartenenza”. Dall’opposizione la senatrice cinque stelle Alessandra Maiorino risponde: “Equiparare antisemitismo ad antisionismo è un errore storico a cui non parteciperemo”. Nel Pd diviso, per Graziano Del Rio dei riformisti “questo provvedimento rompe un silenzio della cultura democratica del paese che non ha discusso abbastanza di questa emergenza”. Mentre per Francesco Boccia della segreteria dem, il problema è la definizione dell’Ihra “che presenta ambiguità e non poche equivocità”.

    Il disegno di legge infatti adotta la definizione dell’Ihra, l’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria della Shoah, che considera antisemita anche l’antisionismo o la negazione del diritto all’esistenza di Israele. È questo l’aspetto delle proteste della sinistra che teme un silenziamento su Israele. Il che non è del tutto vero. Per la definizione dell’Ihra si può criticare il governo di Gerusalemme, ma, per esempio, non si possono fare paragoni impropri come quelli tra la politica israeliana e quella nazista. O considerare gli ebrei come collettivamente responsabili per le azioni dello Stato d’Israele. Da parte della sinistra, il tentativo era di sostituire la definizione dell’Ihra con quella di Gerusalemme per la quale si può definire il sionismo una forma di nazionalismo, sostenere il movimento Bds o paragonare Israele ad altri contesti storici. Ipotesi che è stata bocciata dalla maggioranza.

    Durante i lavori in commissione, non è comunque mancata la collaborazione bipartisan, il che rende ancora più assurda la spaccatura che si è poi verificata in aula. Sono stati accolti alcuni emendamenti delle opposizioni ed eliminati gli aspetti più controversi del disegno di legge. Sono spariti lo stop alle manifestazioni in caso di sospetta presenza di simboli antisemiti e l’inasprimento delle norme penali. L’articolo 3 del testo base prevedeva infatti la possibilità di vietare manifestazioni “in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita”. Non è invece stato accolto un emendamento di Maurizio Gasparri di Fratelli d’Italia che introduceva una norma penale. “Le norme repressive – ha osservato la relatrice Daisy Pirovano della Lega – esistono già, c’è la legge Mancino”. Sono state accolte le modifiche di Delrio, Iv e Azione dell’opposizione e dei gruppi di maggioranza che “danno un cappello normativo a quanto già esiste, vale a dire la Strategia nazionale di contrasto all’Antisemitismo e l’attività del Coordinatore nazionale, con linee guida che dovranno essere declinate per tutti i settori della vita sociale, come la scuola, lo sport, la Pubblica amministrazione e via dicendo”.

    L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha accolto “con soddisfazione l’esito della votazione sul disegno di legge che rappresenta una vittoria per tutte le componenti della società civile non soltanto per la compagine ebraica, un segnale forte al contrasto all’odio antiebraico con una priorità nazionale condivisa”.

    «È una notizia bella e importante che il Senato abbia approvato il disegno di legge contro l’antisemitismo, oggi più che mai necessario – ha commentato Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma –. Quando sarà passato anche al vaglio della Camera, diventerà uno strumento decisivo nel contrasto all’odio antiebraico in tutte le sue forme. Compreso l’odio verso Israele, baluardo dell’Occidente e unica democrazia del Medio Oriente. È positivo che il testo abbia ottenuto una larga maggioranza. Colpisce però che l’appello all’unità di Liliana Segre non sia stato accolto da una parte sia pur minoritaria della politica e che a sinistra si sia cercato di annacquare la definizione di antisemitismo accettata in tutta Europa».

    Il disegno di legge passa ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. Non c’è stata l’unanimità, ma maggioranza e la parte dell’opposizione moderata hanno votato a favore. Un’occasione mancata, ma l’importante adesso è che diventi legge.

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