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    ITALIA

    Presentato il rapporto CDEC sull’antisemitismo al Senato

    L’antisemitismo cresce ogni giorno di più: questo è ciò che evidenzia il rapporto annuale della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) che nel 2025 ha registrato 963 atti di antisemitismo in Italia, il 10% in più rispetto all’anno precedente.
    Il rapporto, curato da Stefano Gatti, Murilo Cambruzzi, Larisa Anastasia Bulgar con il contributo del Professor Sergio Della Pergola e del Direttore Responsabile della fondazione, Gadi Luzzatto Voghera, è stato presentato ieri al Senato della Repubblica.
    La Fondazione CDEC, istituita nel 1986 con sede a Milano, è un istituto di ricerca indipendente che studia la realtà degli ebrei in Italia dall’ emancipazione ad oggi con la missione di contrastare ogni forma di razzismo e antisemitismo e difendere i diritti civili.
    Ad aprire la presentazione è stato Giorgio Sacerdoti, Presidente della Fondazione CDEC, che ha parlato “di una costante crescita delle manifestazioni dell’antisemitismo in Italia, a seguito del 7 ottobre e della conseguente guerra a Gaza”.
    Sacerdoti ha poi riportato il messaggio della Senatrice a vita Liliana Segre, che non ha potuto presenziare all’evento: “Mai avrei immaginato che a 80 anni dall’istituzione della fondazione di una Repubblica democratica che ha ripudiato ogni forma di razzismo e antisemitismo ci saremmo trovati ancora ad affrontare questa minaccia”. La Senatrice ha inoltre fatto riferimento alla proposta di legge contro l’antisemitismo, discussa in aula qualche ora dopo la presentazione del rapporto, “con l’auspicio che si possa realizzare una convergenza trasversale nell’adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare efficacemente l’onda di antisemitismo che abbiamo davanti”.
    È intervenuta anche la neopresidente dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) Livia Ottolenghi: “A fronte di questi numeri, la domanda non è se intervenire ma come. L’antisemitismo si manifesta in forme molteplici e per questo la risposta deve essere sistemica e non frammentata”. Ottolenghi ha inoltre ribadito l’importanza di riconoscere l’odio antisemita come minaccia per tutti: “L’antisemitismo non è problema solo delle comunità ebraiche ma della società civile, mette in discussione la nostra democrazia. Difendere i diritti degli ebrei significa difendere i diritti tutti”.
    A seguire, l’intervento di Milena Santerini, Vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano, che ha affermato come “l’antisemitismo aumenti nei momenti di crisi, è endemico e aspetta il momento giusto per riemergere”. Mattia Perradotto in rappresentanza dell’ UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha aggiunto: “L’elemento che deve interrogarci è la restrizione di spazi sociali in cui essere ebrei in Italia. Quando una persona evita di parlare ebraico, indossare una kippah o una stella di David per paura di essere marginalizzata o aggredita, non siamo solo di fronte a un fenomeno discriminatorio ma a una frattura del patto costituzionale”.
    Il prefetto Raffaele Grassi, in rappresentanza di OSCAD – Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori- ha riaffermato l’impegno dell’osservatorio nel prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione con il fine di intervenire prima che l’odio si trasformi in reato, affermando: “Laddove cresce l’odio e l’intolleranza verso le differenze vi è un indebolimento dei valori democratici. Contrastare l’antisemitismo è una priorità per tutte le istituzioni”.
    Pasquale Angelosanto, Coordinatore Nazionale per la lotta all’antisemitismo, ha aggiunto: “Ci rapportiamo con le istituzioni per definire il contesto italiano e collocarlo nello scenario generale, fornendo un quadro della situazione nazionale ed estera nel tempo. Si registra una preoccupante crescita di atti discriminatori contro i cittadini ebrei e israeliani”.

    Il professor Gadi Luzzatto Voghera, direttore della fondazione CDEC, ha offerto un’analisi del rapporto, definendone i criteri e le metodologie attraverso cui hanno monitorato e classificato le manifestazioni di antisemitismo, studiandone il linguaggio: “La conclusione che si evince dal rapporto è che la rete amplifica l’odio che scende nella realtà, con aggressioni fisiche e verbali”.
    Voghera ha inoltre rimarcato l’impatto del 7 ottobre e della guerra a Gaza nella registrazione e gestione di fenomeni di antisemitismo: “Nei rapporti precedenti al 2023 c’era una metodologia diversa, con episodi infinitamente minori: questo è frutto di una situazione che è cambiata e che non accenna a indebolirsi. Già in questi primi due mesi del 2026 i numeri mostrano ancora una crescita significativa”.

    In chiusura, il collegamento con il Professor Sergio Della Pergola, professore alla Hebrew University di Gerusalemme, che ha evidenziato la continuità nella storia dell’antisemitismo: “Il fenomeno attuale ha una lunga catena di antecedenti nel corso della storia, comprensivo di elementi diversi che non scompaiono mai, rimangono sempre vivi. È dunque un errore parlare di vecchio e nuovo antisemitismo, poiché in ogni epoca c’è stato un nuovo antisemitismo che si sommava al precedente”. Della Pergola ha poi aggiunto: “L’antisemitismo, che definirei antiebraismo, fa venire meno i diritti all’uguaglianza civile e culturale, alla preservazione della propria memoria autentica e all’esercitazione della sovranità politica”.
    A fronte della preoccupante crescita dell’antisemitismo, l’augurio è che la proposta di legge discussa in aula, proprio qualche ora dopo la presentazione del rapporto, possa fornire gli strumenti necessari per educare e contrastare l’antisemitismo.

    Consulta il rapporto della Fondazione CDEC

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