
Un missile balistico lanciato dall’Iran ha colpito direttamente un edificio a Beit Shemesh, provocando la morte di 9 persone e il ferimento di decine di civili. L’impatto, avvenuto intorno alle 14:00, ha causato il crollo parziale della struttura, un edificio che comprendeva una sinagoga con un rifugio sotterraneo.
Secondo i primi risultati dell’indagine, il missile trasportava una testata di circa 500 chilogrammi di esplosivo. Sono stati effettuati tentativi di intercettazione, ma il sistema di difesa non è riuscito a fermarlo. Le sirene e l’allerta preventiva hanno funzionato regolarmente.
Tra le vittime che sono state identificate: Sara Elimelech e sua figlia Roni Elimelech. Roni, 45 anni, era una volontaria dedicata dell’organizzazione di soccorso United Hatzalah. Aveva dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, partecipando anche a progetti di assistenza agli anziani soli. Secondo quanto raccontato dai colleghi, al momento dell’attacco stava correndo verso il rifugio con la famiglia; con sé aveva ancora la borsa da soccorritrice e il giubbotto che usava per salvare vite. La madre Sara è morta insieme a lei.
Alcune vittime si trovavano nel rifugio al momento dell’esplosione, altre nel vano scale o all’esterno. Le verifiche stanno accertando le condizioni della struttura. Tuttavia, data la potenza dell’esplosione e la natura di un impatto diretto, fonti della sicurezza sottolineano che i danni sarebbero stati gravissimi in ogni caso.
I soccorritori del Magen David Adom, insieme ai vigili del fuoco e al Comando del Fronte Interno, hanno lavorato per ore tra le macerie alla ricerca di dispersi. Decine di feriti sono stati evacuati negli ospedali di Gerusalemme e dintorni.
La tragedia è avvenuta durante un’ondata di lanci iraniani verso il centro del Paese. Ancora una volta, i civili israeliani sono stati presi di mira. Israele ribadisce che continuerà a difendere i propri cittadini e a contrastare chi cerca di colpire le sue città.












