
In un momento in cui i livelli d’acqua nel Lago di Tiberiade (conosciuto anche come Mare di Galilea) continuano a rimanere pericolosamente bassi, le autorità israeliane hanno annunciato un piano innovativo e senza precedenti per invertire la tendenza. Per la prima volta nella storia, la principale società idrica nazionale Mekorot avvierà l’immissione di grandi volumi di acqua desalinizzata direttamente nel bacino lacustre con l’obiettivo di sollevarne il livello complessivo.
Negli ultimi mesi, nonostante le piogge invernali e gli sforzi per ridurre l’evaporazione, il lago ha registrato un aumento di soli 30 centimetri, molto al di sotto della media storica stagionale, che supera il metro e mezzo.
Il progetto — descritto dalle autorità come “spettacolare” — prevede di aumentare notevolmente il flusso di acqua desalinizzata nel lago, passando dagli attuali circa 1.000 m³ all’ora fino a 4.000–6.000 m³ all’ora grazie a due grandi impianti di desalinizzazione situati sulla costa mediterranea, oggi operativi a pieno regime.
Questa iniziativa è parte di un più ampio sforzo nazionale volto a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, la prolungata siccità e l’antica lotta per la gestione delle risorse idriche in una delle aree geografiche più aride del Mediterraneo. Storicamente, il Lago di Tiberiade è stato fondamentale per l’approvvigionamento idrico interno di Israele e per l’irrigazione dei territori circostanti. L’uso di acqua desalinizzata — prodotta trasformando l’acqua di mare in acqua dolce tramite processi tecnologici avanzati — non è una novità in Israele, paese all’avanguardia nel settore: già nei mesi scorsi si è registrata l’esperienza pionieristica di pompaggio di acqua desalinizzata nel Mare di Galilea a scopo sperimentale, un progetto definito “unico” nel suo genere.
Gli esperti avvertono che, nonostante l’iniezione di acqua desalinizzata rappresenti un successo tecnologico, resta fondamentale una gestione oculata delle risorse idriche e una cooperazione regionale per garantire la sostenibilità a lungo termine dell’ecosistema del lago e delle comunità che dipendono da esso. Con l’avvio dell’iniezione massiccia previsto all’inizio del prossimo mese, Israele guarda al lago non solo come a una risorsa naturale da preservare, ma anche come a un simbolo della capacità del Paese di innovare di fronte alle sfide ambientali più complesse.













