
Nel cuore di Parigi, è stata inaugurata una piazza intitolata a Shimon Peres, premio Nobel per la pace, che ricopri la carica di Presidente e primo ministro dello Stato di Israele. In occasione della cerimonia erano presenti due dei suoi figli, Tsvia Walden e Chemi Peres, l’ex presidente francese François Hollande, l’ex primo ministro Bernard Cazeneuve, l’ambasciatore d’Israele in Francia Joshua Zarka e la sindaca di Parigi Anne Hidalgo. Durante l’intitolazione, proprio il figlio Chemi Peres ha parlato di “chiusura di un cerchio”, sottolineando come il padre abbia forgiato forti legami strategici con la Francia.
Negli anni Cinquanta, infatti, Israele viveva una fase di forte isolamento militare sul piano internazionale. Con l’elezione del presidente statunitense Dwight D. Eisenhower, gli Stati Uniti rafforzarono l’embargo sulle forniture di armi a Israele e consolidarono le relazioni con i Paesi arabi produttori di petrolio. Parallelamente, l’Unione Sovietica adottò una linea apertamente filoaraba, incrementando l’esportazione di armamenti verso l’Egitto guidato da Gamal Abdel Nasser. Nasser promuoveva con forza la distruzione dello Stato ebraico e il panarabismo, il progetto di unificazione politica degli Stati arabi che avrebbe trovato espressione nella Repubblica Araba Unita, e sosteneva dunque attivamente la lotta per l’indipendenza dell’Algeria dalla Francia. In questo scenario complesso, Peres – allora Direttore generale del Ministero della Difesa e stretto collaboratore del primo ministro David Ben-Gurion – colse un’opportunità strategica: Israele e Francia condividevano un avversario comune nell’Egitto di Nasser.
Nonostante le resistenze interne al governo israeliano, Peres si recò in Francia con l’autorizzazione di Ben-Gurion. La Quarta Repubblica francese era politicamente instabile, con governi che cadevano rapidamente e un Parlamento frammentato. Peres comprese che, più che affidarsi agli equilibri istituzionali, fosse essenziale costruire relazioni personali solide. Stabilì così un rapporto diretto con Maurice Bourgès-Maunoury, esponente della corrente più ostile a Nasser e determinata a contrastare il sostegno egiziano ai nazionalisti algerini. Attraverso questi contatti furono negoziati importanti accordi militari, tra cui la fornitura di aerei da combattimento e carri armati a Israele.
Parallelamente, Peres consolidò i rapporti con il leader socialista Guy Mollet, che in seguito divenne primo ministro. Nel suo governo, Bourgès-Maunoury assunse il ruolo di ministro della Difesa, rafforzando ulteriormente l’asse strategico tra i due Paesi. Grazie a questa intensa azione diplomatica, la Francia divenne il principale fornitore di armi di Israele negli anni Cinquanta, contribuendo in modo decisivo alla sua sicurezza in una fase estremamente delicata della sua storia.
La cerimonia, dunque, ha rappresentato non solo un omaggio alla figura dello statista israeliano, ma anche il simbolo di un legame storico tra Francia e Israele che Peres contribuì in modo decisivo a costruire.













