
Si è svolto ieri un incontro di rilievo strategico tra la Comunità ebraica di Roma, la Ronald S. Lauder Foundation e la Yael Foundation, dedicato allo stato di avanzamento del progetto scuola e alle prospettive di sviluppo educativo e organizzativo dell’istituzione. Presenti il CEO della Lauder Foundation, Joshua Spinner, e collegata online la CEO della Yael Foundation, Chaya Yosovich. Ai lavori ha partecipato anche la consulente Raizi Chechik, che accompagnerà la scuola in un percorso di rafforzamento sotto il profilo didattico-organizzativo.
All’incontro hanno preso parte i direttori scolastici, le commissioni di volontari impegnate sia nel progetto di ristrutturazione sia nel miglioramento dell’offerta educativa, oltre al Rabbino Capo di Roma Rav Riccardo Shmuel Di Segni e il Presidente della Comunità Ebraica Victor Fadlun. Anche gli assessori Ruben Benigno, Daniela Debach, Milena Pavoncello, Giacomo Moscati e David Tesciuba.
Nel corso dell’incontro è stato dato ampio spazio all’aggiornamento sul progetto scuola, con un confronto aperto sulle priorità infrastrutturali e pedagogiche. “Roma è una flagship dell’educazione” ha affermato Joshua Spinner, spiegando le ragioni di questa definizione a Shalom “Questa scuola è chiaramente il cuore di questa Comunità. È fisicamente situata nel cuore dell’ex ghetto storico e, nei cuori e nelle menti della maggior parte dei leader e dei membri della Comunità con cui abbiamo avuto il privilegio di lavorare, è chiaramente il cuore pulsante della Comunità romana”. Spinner ha poi richiamato la prospettiva storica propria dell’ebraismo romano: “Avete una storia lunga in questa città. Questo non significa che le sfide per il futuro siano facili, ma c’è una consapevolezza maturata in duemila anni di storia che altre comunità non hanno”. Centrale, secondo Spinner, il concetto ebraico di “chinuch”. “La parola ebraica per educazione è chinuch, che significa inaugurare, preparare. L’educazione ebraica riguarda il preparare giovani ebrei a vivere la loro vita come ebrei e come persone produttive in questo mondo”.
Quanto alla responsabilità educativa di fronte all’antisemitismo, la posizione è netta: “L’antisemitismo non è il nostro problema, è il problema della società. Il nostro compito è chiederci se cogliamo o meno la benedizione e l’opportunità di vivere come ebrei. Questo è il punto di vista dell’educazione ebraica: prepararsi alla vita come ebrei”. L’incontro ha così confermato la centralità della scuola nel progetto comunitario: non solo luogo di istruzione, ma infrastruttura identitaria, presidio culturale e investimento strategico per il futuro dell’ebraismo romano.













