
Medici Senza Frontiere ha annunciato la sospensione di tutte le operazioni mediche non critiche all’ospedale Nasser, nel sud della Striscia di Gaza, a causa di ripetuti avvistamenti di uomini armati all’interno del complesso ospedaliero.
Secondo l’organizzazione internazionale, pazienti e personale MSF hanno visto uomini armati, alcuni mascherati, in varie aree della struttura, in luoghi in cui l’ong non svolge attività mediche. Questi episodi, che si sarebbero intensificati dopo la tregua di ottobre, includono anche intimidazioni, arresti arbitrari di pazienti e sospetti movimenti di armi, e costituiscono per MSF una grave minaccia alla sicurezza delle squadre e dei malati.
L’ong ha espresso la propria forte preoccupazione alle autorità competenti, sottolineando che gli ospedali devono rimanere spazi civili neutri, liberi da presenza o attività militare, per garantire cure sicure e imparziali. Secondo il rapporto, la decisione di sospendere le operazioni non essenziali è stata presa dopo l’aumento di questi episodi all’interno dell’ospedale, mentre MSF continua a fornire alcuni servizi critici.
Secondo il Jerusalem Post, la decisione di sospendere le attività non essenziali arriva in un momento in cui MSF è sotto pressione anche per un’altra questione: Israele ha annunciato che terminerà tutte le attività di MSF a Gaza entro il 28 febbraio dopo che l’organizzazione si è rifiutata di fornire un elenco dei propri dipendenti, richiesto dal governo israeliano per ragioni di sicurezza. I funzionari israeliani hanno criticato MSF per mancanza di trasparenza e per presunti legami con gruppi armati, circostanze che MSF ha negato senza fornire però le prove richieste.












