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    NEWS

    La comunità ebraica di Kiev sfida il gelo. Rav Markovich: “Nessuno deve restare solo”

    “Questa è la vera missione ebraica: una missione di responsabilità reciproca, affidabilità e cura per ogni persona”. Con queste parole il Rabbino Capo di Kiev, Yonatan Markovich, racconta l’impegno straordinario del Jewish Community Center (JCC) “Beit Menachem”, in prima linea per sostenere le centinaia di migliaia di residenti, alle prese con un inverno eccezionalmente duro. Le temperature scendono anche a meno 20 gradi, a cui si aggiungono la mancanza di riscaldamento e di acqua calda e il blackout, rendendo così la vita quotidiana particolarmente difficile.

    Tuttavia, la comunità ebraica non si ferma, rispondendo con una solidarietà concreta: “Cibo, vestiti invernali, scarpe e aiuti umanitari vengono distribuiti a migliaia di persone bisognose”, racconta Rav Markovich. Nelle ultime settimane, infatti, il JCC ha intensificato il proprio intervento, offrendo assistenza ad anziani, famiglie in condizioni di povertà, sopravvissuti alla Shoah e a chiunque abbia bisogno di aiuto immediato. L’operazione coordinata da Ariel Markovitch, rabbino della comunità israeliana e della giovane comunità ebraica a Kiev, include la distribuzione di pacchetti alimentari, attrezzature per il riscaldamento e beni di prima necessità.
    Nei casi in cui il freddo rende impossibile uscire dalle abitazioni, i giovani volontari interni della comunità si prestano a consegnare gli aiuti umanitari agli anziani e alle persone più fragili direttamente a casa. “Questa ondata di freddo rappresenta una sfida eccezionalmente difficile per la nostra comunità, come anche per tutti i residenti di Kiev – ha affermato rav Yonatan Markovich – Insieme a decine di volontari, il centro ebraico lavora 24 ore su 24 affinché nessuno venga lasciato solo”.

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