
Un giovane parlamentare norvegese ha lanciato una proposta sorprendente: nominare il Memoriale della Shoah di Yad Vashem al Premio Nobel per la Pace. La candidatura, presentata al Comitato Norvegese del Nobel da Joel Ystebø, 24 anni e membro del Partito Democratico Cristiano, è motivata dall’impegno dell’istituzione israeliana nella lotta contro l’antisemitismo, l’odio e la distorsione storica.
Ystebø ha sottolineato nella sua lettera come Yad Vashem rappresenti un punto di riferimento globale per la memoria della Shoah e l’educazione alla tolleranza, ricordando anche il preoccupante aumento degli episodi antisemiti in numerosi Paesi dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 e la diffusione di negazionismo della Shoah.
La mossa, oltre a riconoscere il valore storico e educativo del museo di Gerusalemme, ha una forte valenza politica interna in Norvegia: Ystebø intende così spostare il focus dal dibattito sulla guerra israelo-palestinese verso la lotta contro l’antisemitismo, attirando l’attenzione pubblica prima della scadenza delle candidature prevista per il 1° febbraio.
Critici e sostenitori guardano alla proposta non solo come a un gesto simbolico, ma anche come a una provocazione nei confronti della linea del governo norvegese, considerato uno dei più critici d’Europa nei confronti di Israele, con relazioni diplomatiche tese e persino la possibilità di chiusura dell’ambasciata israeliana a Oslo.













