
Il Museo di arte e storia ebraica di Parigi – MAHJ – ha inaugurato giovedì 22 gennaio la mostra monografica di disegni di Chaïm Kaliski intitolata “Graphic double of the artist, Jim d’Etterbeek” in cui sono esposte 120 opere originali, fotografie e documenti tratti dall’archivio dell’artista e presentati per la prima volta in Francia. Il titolo è tratto dal lavoro monumentale sull’occupazione nazista di Bruxelles, composta da oltre cinquemila disegni di Chaïm-Charles Kaliski, una persona straordinaria la cui vita è stata per sempre segnata dalla Shoah. Primogenito di quattro figli, nacque a Bruxelles nel 1929, tra la stazione ferroviaria del Midi e i macelli, in una famiglia ebraica polacca. Il padre, Abraham, era un conciatore di pelli, la madre, Fradla, una sarta. L’occupazione del Belgio nel maggio 1940 sconvolse le loro vite. Dopo essere fuggiti in Francia, quando compresero l’ineluttabilità dell’avanzata della Wehrmacht, i Kaliski rientrarono nella capitale belga con pochissimi mezzi di sostentamento. Ebbe così inizio una storia di sopravvivenza quasi miracolosa, poiché la famiglia riuscì a sfuggire ai controlli, alle delazioni e alla grande retata del quartiere ebraico di Cureghem del 3 settembre 1942. Abraham fu tuttavia arrestato il 12 febbraio 1944, Fradla riuscì a trovare un rifugio per i figli più piccoli e si nascose con Chaïm fino alla Liberazione, nel settembre 1944.

Per Chaïm la vita si fermò il giorno dell’arresto del padre e quel trauma lo avrebbe accompagnato per il resto dei suoi giorni. Fu all’età di sessant’anni, nel 1989, su consiglio della sorella Sarah, a sua volta pittrice, che iniziò a disegnare la loro storia, alla quale si dedicò per diciotto anni, realizzando migliaia di disegni.
Lo stile, che a prima vista può apparire infantile, è in realtà sicuro: le scene di arresti e rastrellamenti che perseguitano l’artista, rimasto per sempre un “bambino nascosto”, segnato dalla paura e dall’angoscia, sono legate alle immagini impresse sulla sua retina. Realizzate principalmente a china, queste scene strazianti uniscono testo e immagine. In mostra colpiscono disegni “molto sonori”, che evocano urla di terrore, lamenti, il rumore dei motori dei camion o lo sferragliare delle armi durante i rastrellamenti, formando un vortice al quale si aggiungono ritornelli ricorrenti, come litanie ossessive. Il visitatore scopre una comunità ebraica sull’orlo dell’annientamento attraverso le conversazioni tra il padre dell’artista e le persone che incontra durante i suoi vagabondaggi.
I disegni di Chaïm Kaliski sono una cronaca commovente di un’infanzia ebraica e un resoconto di straordinaria precisione sugli ebrei di Bruxelles durante l’occupazione, perfetto esempio di art brut, l’opera di Kalinski è quella di un uomo ipermnestico, dotato di un’immensa cultura storica che colpisce e merita di essere ricordata e valorizzata.

Foto: MAHJ – Musée d’Art e d’Histoire du Judaïsme Parigi













