
In occasione del Giorno della Memoria 2026, la Casa della Memoria e della Storia di Roma ha ospitato un incontro dedicato a uno dei temi più urgenti della trasmissione storica contemporanea: come raccontare la Shoah alle nuove generazioni. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC), ruota attorno alla presentazione in anteprima dello speciale televisivo “Cecilia e la casa segreta”, prodotto da Stand By Me in collaborazione con Rai Kids.
Il cortometraggio, che andrà in onda il 27 gennaio alle 19 su Rai Gulp e sarà disponibile su RaiPlay, si rivolge a ragazzi e famiglie e utilizza un linguaggio narrativo pensato per un pubblico giovane, intrecciando fiction, animazione e ricostruzione storica. Al centro del racconto c’è una storia vera di coraggio e solidarietà: quella di Dina Cerioli e dei dipendenti della fabbrica Molho & C. di Magenta che, durante l’occupazione nazifascista, rischiarono la vita per nascondere e salvare un’intera famiglia ebrea. Un gesto che valse loro, nel 1998, il riconoscimento di “Giusti fra le Nazioni” da parte dello Yad Vashem.
L’incontro romano ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo istituzionale, culturale e produttivo: dalla presidente dell’ANPC Mariapia Garavaglia al direttore di Rai Kids Roberto Genovesi, dalla produttrice Simona Ercolani alla storica Suor Grazia Loparco, fino allo scrittore Victor Magiar. Un confronto a più voci che sottolinea come la memoria non sia solo conservazione del passato, ma responsabilità educativa rivolta al presente. “Non posso che ringraziare Rai Kids e Stand By Me per aver scelto di raccontare questa storia. Le nuove generazioni non conoscono la Shoah come la abbiamo conosciuta noi attraverso le parole dei testimoni, che ci stanno lasciando. Per questo bisogna raccontare quel che è stato con il linguaggio diretto ai giovani” ha detto Carola Funaro, Vicepresidente e assessore alla Memoria della Comunità Ebraica di Roma. In questa prospettiva, “Cecilia e la casa segreta” si inserisce in un percorso più ampio che negli anni ha visto Rai Kids e Stand By Me impegnate nella produzione di contenuti dedicati alla memoria della Shoah, confermando il ruolo del servizio pubblico come presidio culturale ed educativo.












