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    ISRAELE

    David Cunio: dal buio della prigionia alla battaglia per la sopravvivenza

    David Cunio, ostaggio israeliano liberato dopo oltre due anni di detenzione a Gaza, ha raccontato in un’intervista trasmessa su Channel 12 le condizioni estremamente dure vissute durante la prigionia e i momenti di disperazione che lo hanno portato anche a considerare il suicidio. Le privazioni fisiche e psicologiche, infatti, erano tali che Cunio ha pensato di accumulare un gran numero di pillole per tentare un’overdose pur di sfuggire alle sofferenze. A dissuaderlo dall’estremo gesto è stata però la presenza di altri prigionieri, che ha definito “buone persone”, e il senso di responsabilità reciproca che si era creato tra loro.

    Cunio ha descritto settimane in cui l’acqua non superava i 250 millilitri al giorno e il cibo era ridotto a mezzo pane pita, mentre disidratazione e fame diventavano compagne quotidiane nella completa oscurità in cui erano tenuti. Le condizioni di detenzione includevano anche lunghi spostamenti attraverso tunnel angusti e soffocanti, con marce sotterranee di oltre 20 chilometri, spesso in condizioni fisiche già fortemente compromesse. Rapito insieme alla moglie Sharon e alle loro gemelle di tre anni durante l’attacco del 7 ottobre 2023 al kibbutz Nir Oz, Cunio è stato separato dalla famiglia nei primissimi momenti della prigionia, senza alcuna informazione sul loro destino. Nel corso del tempo è stato trasferito più volte dai rapitori, trascorrendo lunghi periodi in isolamento totale, privato della luce naturale e del contatto umano.

    Nel suo racconto emerge anche la dimensione psicologica della detenzione: la perdita della cognizione del tempo, la costante paura di essere ucciso e l’assenza di notizie sui propri cari hanno avuto un impatto devastante sulla sua salute mentale. Cunio ha spiegato come la speranza fosse spesso l’unico elemento a impedirgli di cedere completamente, anche se, a più riprese, quella stessa speranza sembrava spegnersi.

    In queste settimane successive alla liberazione, Cunio sta affrontando un lungo percorso di recupero fisico e psicologico.

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