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    Cultura

    Identità, cultura e comunità: il Jewish Museum di New York affascina i visitatori con il nuovo allestimento

    Il Jewish Museum di New York ha recentemente inaugurato una delle trasformazioni più significative degli ultimi trent’anni, con la riapertura al pubblico del terzo e del quarto piano della sua storica sede nella Warburg Mansion sulla Fifth Avenue. Dopo una ristrutturazione costata circa 14,5 milioni di dollari e un anno di lavori, questi due livelli rinnovati ridefiniscono l’esperienza del visitatore con una sapiente miscela di storia, arte, identità culturale e apprendimento interattivo.

    Nel cuore del terzo piano c’è la nuova installazione permanente intitolata “Identity, Culture, and Community: Stories from the Collection of the Jewish Museum”. Questa esposizione presenta oltre 200 opere e oggetti selezionati dalla vasta collezione del museo, offrendo una narrazione tematica e cronologica dell’esperienza ebraica attraverso i secoli. Qui convivono reperti archeologici antichi, oggetti cerimoniali e opere di arte moderna e contemporanea, creando un dialogo tra passato e presente che esplora concetti come identità, migrazione, memoria, persecuzione, femminismi e connessioni culturali. I nuovi spazi espositivi al terzo piano sono stati progettati per essere più fluidi e interconnessi rispetto al passato, permettendo ai visitatori di muoversi tra sezioni tematiche che si aprono l’una sull’altra, favorendo un’esperienza immersiva e riflessiva. L’allestimento comprende anche focus temporanei che catturano aspetti specifici della storia e della cultura ebraica, come la vita ebraica nell’America coloniale o l’eredità curatoriale di figure significative come Pearl Bowser.

    Il quarto piano, rimasto chiuso al pubblico per anni, si presenta completamente rinnovato come sede del “Pruzan Family Center for Learning”, un centro di apprendimento e coinvolgimento familiare di oltre 7.000 piedi quadrati. Questo spazio è stato concepito per accogliere visitatori di tutte le età e conoscenze con un’attenzione particolare alle attività educative e creative. Al suo interno si trovano due nuovi studi artistici in cui i partecipanti possono creare opere ispirate alle mostre in corso, un touch wall che invita a esplorare materiali e tecniche artistiche attraverso il tatto, e un’area dedicata a un simulato scavo archeologico progettato per bambini, dove si possono scoprire repliche di reperti reali e imparare con strumenti e schede didattiche.

    Una delle caratteristiche più suggestive del quarto piano è l’installazione monumentale di oltre 130 lampade di Chanukkà disposte in una lunga vetrina che domina lo spazio con un simbolismo che richiama la luce come metafora di speranza, conoscenza e continuità culturale. Questi candelabri che appartengono alla vasta collezione di più di 1.000 pezzi del museo, raccontano storie di tradizione e diaspora, collegando idealmente il percorso espositivo del terzo piano con l’esperienza di apprendimento del quarto.

    Programmi regolari come workshop di arte tessile, sessioni di disegno, attività di esplorazione archeologica e giorni speciali di celebrazione familiare integrano la visita con esperienze pratiche che stimolano curiosità, riflessione e dialogo.

     

    Foto: Kris Graves /The Jewish Museum 

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