
Il 2025 verrà ricordato come uno degli anni meteorologicamente più estremi mai registrati in Israele. A certificarlo sono i dati dell’Israel Meteorological Service. Un anno che, pur risultando “solo” il quinto più caldo dal 1950, ha concentrato una sequenzadi eventi estremi tale da ridefinire ancora una volta il concetto stesso di normalità climatica nel Paese.
La temperatura media annuale è stata superiore di 1,1 gradi rispetto ai valori di riferimento. Un dato che non rappresenta un’eccezione, ma la conferma di una tendenza ormai strutturale: quattordici degli ultimi quindici anni sono stati più caldi della media, segno evidente di un riscaldamento che, iniziato a metà degli anni Novanta, continua ad accelerare. Con l’unica eccezione di febbraio, praticamente tutti i mesi del 2025 hanno fatto registrare anomalie positive.
Il caldo ha raggiunto livelli prossimi ai limiti fisiologici. In agosto, durante una violenta ondata di calore, il kibbutz di Kibbutz Gilgal, nella Valle del Giordano, ha toccato i 49,7 gradi: la seconda temperatura più alta mai misurata in Israele. Ma a rendere l’estate ancora più insostenibile è stata l’assenza di refrigerio notturno. A Sdom è stato battuto il record nazionale della temperatura minima più elevata mai registrata, con 37,1 gradi durante la notte, un valore che testimonia quanto anche le ore notturne stiano diventando sempre più ostili.
Sul fronte delle precipitazioni, il quadro non è stato meno estremo. La stagione delle piogge 2024-2025 verrà ricordata come una delle più secche di sempre, con appena il 55% delle precipitazioni medie a livello nazionale. Nel nord del Paese la situazione è risultata ancora più critica: nelle zone montuose settentrionali e sulle Alture del Golan si è scesi al 35-40% della media, un dato senza precedenti da circa un secolo. Eppure, in un contrasto sempre più tipico del clima che cambia, alla siccità prolungata si sono affiancati episodi di pioggia improvvisi e distruttivi. A settembre, a Nahariya, è stato infranto il record nazionale di pioggia giornaliera: oltre 130 millimetri caduti in poche ore, un evento che le statistiche collocano nella categoria di quelli attesi una volta ogni cento anni. A maggio, nel letto del Nahal Arugot, 31 millimetri di pioggia sono precipitati in appena dieci minuti, causando gravi danni e costringendo alla chiusura prolungata della riserva naturale di Ein Gedi.
Il quadro complessivo che emerge dal 2025 è quello di un clima sempre più severo e imprevedibile. Un anno segnato contemporaneamente da siccità storiche e da precipitazioni violente, da ondate di calore estreme e da un novembre più caldo di qualsiasi altro mai misurato. Il fatto che un anno così eccezionale si collochi soltanto al quinto posto tra i più caldi della storia recente di Israele è forse il dato più allarmante: indica che il livello di rischio associato al nuovo equilibrio climatico è ormai stabilmente più alto di quanto fosse solo pochi decenni fa.














