
A soli sedici anni, senza ancora la patente, Yeva Ivanov è già un nome noto nell’Europa del drifting, una disciplina sportiva dell’ambito automobilistico. Mentre i suoi coetanei si preoccupano di verifiche e social network, lei affronta curve in derapata contro piloti adulti, dimostrando che il talento non ha né età né genere.
La sua storia comincia a otto anni, quando il padre Ruslan, appassionato di motori fin da bambino, la porta su una pista di kart insieme alla sorella gemella. Mentre la sorella abbandona subito, Yeva resta affascinata. “Era il mio sogno da piccolo, ma alla fine è Yeva a realizzarlo” racconta lui. A quattordici anni riceve in regalo la sua prima auto da drifting, una BMW E36 modificata, e da quel momento la vita della giovane si divide tra lezioni di matematica e allenamenti in Georgia.
Oggi passa più tempo in pista che alle feste con le amiche. «Non sento di perdere nulla» afferma Yeva. Accanto a lei c’è sempre il padre, che oltre a fare il tifo, cura ogni dettaglio della macchina, e il coach Melod Meladze, il quale la considera una vera esperta: «Ha la una disciplina di una professionista e non teme il rischio».
I risultati parlano da soli: ottava nella Winter Drift Cup, due volte terza e una quarta nella Georgian Drift Series, dove ora occupa il secondo posto in classifica generale. Gareggia anche nella categoria King of Drift Pro2, sfidando piloti molto più esperti.
Dietro il successo, però, ci sono sacrifici e costi elevatissimi. «Alla prima gara ho speso mille shekel per le gomme e mi sembrava tanto. Ora so che è solo l’inizio» ammette il padre. Le spese per pneumatici, manutenzione, viaggi e logistica sono enormi, ma la famiglia è pronta a sostenerla.
Yeva deve affrontare anche qualche battuta, soprattutto da parte dei compagni di classe. «C’è sempre qualcuno che mi chiede se ho distrutto l’auto o se sono arrivata ultima. Ma so che è solo invidia». Il suo obiettivo è quello di diventare una pilota professionista, rappresentando Israele nelle competizioni internazionali e, nonostante tutto, ci sta riuscendo.
Il 20 e il 21 agosto Yeva ha partecipato ad una gara a Karmiel, qualificandosi come la più giovane tra le concorrenti. «Per me è un’opportunità speciale», dice mentre si prepara su una nuova vettura. La pressione aumenta con l’avvicinarsi dell’evento, ma lei affronta la tensione con un rituale insolito: mangiare un limone per migliorare la concentrazione.
Quando le si chiede cosa prova sulla linea di partenza, Yeva non esita, ma spiega come «Ogni gara è la mia risposta a chi pensa che le ragazze non possano farcela». Per lei, ogni traguardo non è solo un risultato sportivo, ma un modo per scardinare vecchi pregiudizi e dimostrare che la passione non conosce limiti. Tra voli per la Georgia, allenamenti estenuanti e amicizie mantenute via videochiamata, questa ragazza sta tracciando la sua strada verso il vertice del motorsport mondiale, con coraggio, determinazione e un motore che non si ferma mai.