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Ultimo numero Marzo – Aprile 2026

Speciale Pesach 5786

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    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Vayakhèl-Pekudè: Mitzvòt permanenti e temporanee

    Di Donato Grosser

    Hershel Schachter (Scranton, 1941-) in Insights and Attitudes (p.128-9) fa notare che in queste due parashòt la Torà descrive la costruzione del Mishkàn, il tabernacolo mobile, e la preparazione dei vestimenti dei kohanìm. In entrambi i casi gli addetti ai lavori seguirono le istruzioni che avevano ricevuto. Con tutto ciò la Torà sottolinea che nella preparazione dei vestimenti dei kohanìm…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Ki Tissà: Come si distingue un ebreo da un gentile?

    Di Donato Grosser

    In questa parashà viene ripetuta la mitzvà di osservare lo Shabbàt con queste parole: “I figli d'Israele dovranno osservare il sabato,  facendo il sabato di generazione in generazione come un patto perenne  (Shemòt, 31:16). Molti commentatori si soffermano sulle parole “facendo il sabato” (la’asòt et ha-shabbàt). Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808, 1888, Frankfurt) traduce questo versetto in questo modo: “Thus…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    L’eclissi del volto e lo svelamento della provvidenza: il senso di Purim nella storia ebraica

    Di Rav Ariel Di Porto

    Nella lunga e tormentata trama della storia ebraica, esiste un filo che lega la sopravvivenza del nostro popolo a una forza invisibile ma onnipresente. Questa forza trova la sua massima espressione in Purim, che non è solo un racconto di liberazione politica; è il paradigma di come il Creatore agisce nel mondo quando sembra che il Suo volto sia nascosto.…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Terzavè: Perché Moshè non fu Kohen Gadol

    Di Donato Grosser

    Questa è la sola parashà della Torà, escluse quelle del libro di Bereshìt, nella quale non appare il nome di Moshè. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993) cita il Gaon Eliyahu di Vilna (1720-1797) che afferma che nella parashà di Tetzavè non appare il nome di Moshè perché nella maggior parte degli anni, questa parashà viene letta nella settimana nella quale…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Terumà: I simboli dei colori del tabernacolo

    Di Donato Grosser

    La parashà si apre con la richiesta agli israeliti di donare materiali per la costruzione del Mishkàn (tabernacolo): “Il Signore disse a Moshè:  Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un'offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore.  Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame,  tessuti di techèlet (un colore azzurro estratto da…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Mishpatìm: Rav Soloveitchik spiega perché è scritto “un occhio per un occhio”

    Di Donato Grosser

    In una lezione data nel 1957 rav Joseph Beer Soloveitchik spiegò per quale motivo nella Torà è scritto “un occhio per un occhio” (in Shemòt, 21:24, nella nostra parashà,  e anche in Vaykrà, 24:20), se dalla tradizione orale tramandata da Moshè sappiamo che non si tratta della legge del taglione ma dell’obbligo di un compenso monetario per il danno causato…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Yitrò: Bisogna decidere i casi difficili anche se da due soldi

    Di Donato Grosser

    Yitrò, suocero di Moshè, quando venne a sapere quello che il Signore aveva fatto al Mar Rosso e ad ‘Amalek, partì da Midian per andare  all’accampamento degli israeliti nel Sinai. Arrivato là vide che “Il giorno seguente Moshè si sedette per amministrare la giustizia al popolo, e il popolo rimase intorno a Moshè dalla mattina alla sera. Quando il suocero…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Beshallàch: Quando si intona un canto all’Eterno

    Di Donato Grosser

    Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divrè Aggadà (p.166) fa notare che la Shiràt Hayàm (cantica del mare) fu intonata dagli israeliti quando videro che gli egiziani subirono la punizione divina, come è scritto: “La tua destra, o Eterno, è mirabile per la sua forza, la tua destra, o Eterno, schiaccia i nemici. Con la grandezza della tua maestà,…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Bo - Tra salto divino e crescita umana

    Di Rav Ariel Di Porto

    In un articolo intitolato “Chipazon: Rapid Redemption”, Rav Alex Israel della Yeshivà Har Etzion offre uno spunto particolarmente fecondo per comprendere la Parashà di Bo e il significato profondo dell’uscita del popolo ebraico dall’Egitto. Nel cuore dell’Esodo viene infatti sviluppato un tema che non si limita alla descrizione storica degli eventi, ma che possiede profonde implicazioni teologiche: il carattere improvviso…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Vaerà: Il quinto bicchiere di vino allude alla redenzione futura

    Di Donato Grosser

    All’inizio di questa parashà Dio dice a Moshè che per mantenere il patto con i patriarchi, libererà gli israeliti dalla schiavitù in Egitto e li porterà nella Terra Promessa: “Perciò dì ai figli d’Israele: Io sono l’Eterno, vi sottrarrò (ve-hotzetì) ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi emanciperò (ve-hitzaltì) dalla loro schiavitù, e vi redimerò (ve-gaaltì) con…