{"id":90437,"date":"2024-10-07T08:00:58","date_gmt":"2024-10-07T06:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=90437"},"modified":"2024-10-06T18:37:17","modified_gmt":"2024-10-06T16:37:17","slug":"dolore-solidarieta-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/israele\/dolore-solidarieta-speranza\/","title":{"rendered":"Dolore, solidariet\u00e0, speranza"},"content":{"rendered":"<p><strong>SCIALOM ZARRUGH<\/strong><br \/>\nScialom Zarrugh \u00e8 il titolare di Pankina, uno dei ristoranti italiani pi\u00f9 in voga nell&#8217;eclettico panorama culinario di Tel Aviv. In seguito alla strage del 7 ottobre, Scialom ha deciso di impegnare la sua cucina alla preparazione di mille pasti al giorno per i militari al fronte e per gli sfollati. &#8220;Dopo un paio di giorni di impotenza, chiuso in casa senza la possibilit\u00e0 di arruolarmi, ho capito cosa potevo fare per aiutare&#8221;, racconta. &#8220;Cos\u00ec, con il mio socio Alberto Moscati, abbiamo deciso di aprire le porte del ristorante ai volontari: decine e decine di volontari che ogni mattina si presentavano puntuali per aiutarci a preparare i pasti. Era commovente. Alle otto in punto, prima ancora di cominciare le preparazioni, il ristorante era gi\u00e0 gremito di persone desiderose di collaborare e di aiutare. Ognuno a modo suo. In un periodo cos\u00ec difficile, vedere tutti uniti mi ha dato tanta forza&#8221;. A quasi un anno dal 7 ottobre, Shalom racconta di non essere tornato ancora alla routine. &#8220;Abbiamo riaperto il ristorante, ma ci sono ancora tanti lavoratori arruolati e la mancanza dei turisti si sente&#8221;, spiega. &#8220;L&#8217;atmosfera di festa che tanto caratterizza Tel Aviv, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Il pensiero costante va ai soldati al fronte e agli ostaggi che ancora non sono tornati a casa, ma l&#8217;unit\u00e0 di Am Israel c&#8217;\u00e8. Eccome. Quando vedo il nostro popolo stretto l&#8217;uno all&#8217;altro, mi si apre davvero il cuore&#8221;.<\/p>\n<p><strong>ANGELA POLACCO LAZAR<\/strong><br \/>\n&#8220;La vita \u00e8 cambiata dopo il 7 ottobre, non ci siamo ancora ripresi dallo shock. Il senso di sicurezza che avevamo prima \u00e8 svanito&#8221; confessa Angela Polacco Lazar, guida turistica per mestiere e per vocazione, da molti anni ormai un punto di riferimento per giornalisti, troupe televisive, politici e operatori culturali italiani in Israele. &#8220;Oltre alla paura collettiva, vi \u00e8 quella individuale. La mia paura di mamma. Ecco, mio figlio \u00e8 riservista in un&#8217;unit\u00e0 di combattenti e dal 7 ottobre ad oggi non ho pi\u00f9 conosciuto la tranquillit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 stata una notte di vero riposo&#8221;. Forse pi\u00f9 di qualunque altro israeliano, in questi mesi Angela ha visto Israele cambiare drasticamente davanti ai suoi occhi. Abituata ad accompagnare gruppi di turisti entusiasti nei luoghi pi\u00f9 magici che lo Stato ebraico abbia da offrire, infatti, la guida mitologica ha visto piano piano il suo Paese spegnersi e svuotarsi. &#8220;Da quando ho fatto l&#8217;Aliyah, lavoro come guida. Sono operativa sul campo dal 1987. Ho conosciuto cos\u00ec migliaia di persone e, con mia grande sorpresa, tantissimi di loro mi hanno mandato e mi mandano tutt&#8217;ora dei messaggi bellissimi di solidariet\u00e0 e di sostegno. Io rispondo raccontando le altre notizie, quelle che magari non compaiono sui giornali. La realt\u00e0 vista da dentro, ovvero dal mio punto di vista&#8221;. Ecco, la speranza si riaccende. &#8220;L&#8217;idea che ci siamo fatti che tutto il mondo sia contro Israele, non \u00e8 esatta. C&#8217;\u00e8 tanta gente silente e non aggressiva che la pensa diversamente&#8221;, afferma Angela e aggiunge con forza:&#8221;No, non siamo soli&#8221;.<\/p>\n<p><strong>VITO ANAV<\/strong><br \/>\nLa storia di Vito Anav, presidente della comunit\u00e0 ebraica italiana in Israele, \u00e8 davvero singolare. Se tutti gli israeliani hanno dovuto affrontare le conseguenze dell&#8217;indicibile attacco di Hamas da un punto di vista umano e personale, infatti, Vito ha dovuto affrontare il dramma anche da un punto di vista istituzionale. Come reagisce il vertice di una comunit\u00e0 importante come quella degli Italkim ad una catastrofe sociale come quella del 7 ottobre? &#8220;Il ruolo personale si mischia a quello pubblico e quello pubblico si mischia a quello personale. Siamo esseri umani&#8221; spiega Vito. &#8220;Abbiamo cercato, per quanto possibile, di tenere in piedi tutte le nostre attivit\u00e0 mantenendo la quotidianit\u00e0, perch\u00e9 questo \u00e8 il nostro dovere. Inoltre, abbiamo coordinato i gruppi di volontari arrivati dall&#8217;Italia, portando aiuto agli agricoltori delle zone colpite. Partivamo da Gerusalemme alle cinque del mattino, direzione sud, per raccogliere i pomodori nei terreni abbandonati&#8221;. Le iniziative sono state tante e tutte importanti, ma Vito ricorda con emozione un momento particolarmente significativo. &#8220;Con dei volontari della comunit\u00e0 abbiamo raccolto dei fondi, comprato decine di chili di carne e siamo andati in una base militare per fare un barbecue ai nostri soldati nelle loro poche ore di riposo tra una missione e l&#8217;altra. \u00c8 stato davvero un incontro molto forte&#8221;.<\/p>\n<p><strong>HADASSAH CHEN<\/strong><br \/>\nHadassah Chen \u00e8 un&#8217;apprezzata giornalista del Jerusalem Post. &#8220;Una giornalista molto ingenua, tendo a vedere tutto rosa&#8221; ci tiene a precisare lei. &#8220;Il 7 ottobre mi ha reso molto pi\u00f9 realista. Israele \u00e8 sempre stato messo in discussione, ma dopo la strage ho capito che siamo davvero soli. Che abbiamo l&#8217;un l&#8217;altro, e Dio. S\u00ec, ho sempre saputo che Dio \u00e8 con noi, ma adesso vedo la sua presenza ovunque. In ogni singola cosa, anche la pi\u00f9 stupida. Il 7 ottobre mi ha aperto gli occhi in un modo drastico e oggi credo siamo un Paese davvero miracolato: ogni giorno che sopravviviamo alle continue minacce che arrivano da ogni fronte, \u00e8 un autentico miracolo&#8221;. Il giorno della tragedia che ha cambiato per sempre le sorti di Israele, Hadassah era in vacanza in Italia insieme alla sua famiglia. &#8220;Mio marito \u00e8 stato chiamato come riservista ed \u00e8 immediatamente tornato in Israele&#8221;, racconta commossa. &#8220;\u00c8 stato un saluto drammatico. Si \u00e8 separato da me e dai bambini senza sapere quando ci saremmo rivisti. Noi siamo rimasti bloccati a Milano per tre mesi lunghissimi e difficilissimi. Mi mancava casa, mi mancava la mia Gerusalemme. Dove ho trovato la forza di andare avanti? Me l&#8217;hanno data i miei figli. Mi hanno insegnato loro cosa significhi adattarsi, cosa significhi essere positivi. Sono stati bravissimi. Mi sono stati da modello&#8221;. Nell&#8217;ultimo anno Hadassah ha dedicato il suo lavoro per raccontare le storie degli eroi di questa difficile guerra. Ha raccontato le storie degli ostaggi, scritto di coloro che si sono sacrificati per mettere in salvo quante pi\u00f9 persone nei Kibbutzim il giorno della strage, ha intervistato i famigliari dei soldati caduti in guerra, per tenere vivo il loro ricordo. &#8220;Un tempo mi interessava il prestigio dell&#8217;intervistato. Cercavo dei personaggi che fossero esclusivi, inarrivabili. Oggi, quando scrivo, mi interessa altro. Il mio obiettivo \u00e8 cambiato. Tutto ci\u00f2 che desidero \u00e8 Ahavat Israel: raccontare l&#8217;amore all&#8217;interno del nostro popolo. Quando siamo uniti, siamo invincibili&#8221;.<\/p>\n<p><strong>DANIEL LANTERNARI<\/strong><br \/>\nDaniel Lanternari \u00e8 un cittadino israeliano del kibbutz Nir Yitzhak, nato e cresciuto in Italia e sopravvissuto alla strage del 7 ottobre. Il suo racconto ha dell&#8217;incredibile. &#8220;Alle sei e mezza abbiamo sentito la prima sirena suonare. Di solito dura poco, ma questa volta ci siamo subito resi conto che c&#8217;era qualcosa di strano. Ovviamente ci siamo nascosti nella stanza blindata e solo verso le nove, quando abbiamo sentito un po&#8217; di silenzio, sono uscito&#8221;. L&#8217;immagine che si presenta agli occhi di Daniele \u00e8 a dir poco surreale. &#8220;Dieci terroristi erano nel giardino di casa nostra. Non ho nemmeno provato paura, perch\u00e9 non riuscivo proprio a realizzare ci\u00f2 che stava succedendo. Loro hanno cominciato a sparare e correre verso di noi. Hanno sparato sulla porta, il proiettile \u00e8 passato, ma fortunatamente non ci ha colpiti. Eravamo convinti fossero le nostre ultime ore. I terroristi sono entrati in casa, hanno distrutto tutto, rubato ci\u00f2 che potevano. Tutte le ore successive nella camera blindata le abbiamo trascorse in silenzio, immersi nella paura. Abbiamo sentito come prendevano in ostaggio cinque vicini di casa. Solo di sera, quando siamo usciti, abbiamo capito quanto eravamo vicini alla morte&#8221;. Daniel conclude con voce sommessa: &#8220;Oggi siamo ancora sfollati. La nostra vita \u00e8 cambiata e non sappiamo cosa accadr\u00e0 domani, ma il nostro pensiero \u00e8 rivolto agli ostaggi. Speriamo che tutti loro tornino presto a casa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>ANGELICA CAL\u00d2 LIVNE<\/strong><br \/>\nAngelica non necessita di presentazioni. Insegnante, educatrice, formatrice, regista, scrittrice, fondatrice e direttrice artistica della Fondazione per la pace Beresheet LaShalom. Una donna straordinaria. Un concentrato di energia e di speranza. Luce pura. Abita a Kibbutz Sasa, al confine con il Libano. La sua testimonianza \u00e8 rara e preziosa, oggi pi\u00f9 che mai. &#8220;Il 7 ottobre rimarr\u00e0 per sempre il giorno dell\u2019incredulit\u00e0, dello sgomento, dello sconforto, di pareti crollate, di santuari sconsacrati e fortezze profanate. Tutto ci\u00f2 che era vivo, pulsante e pronto a germogliare \u00e8 stato brutalmente devastato, frantumato in milioni di particelle che cercano disperatamente di ricongiungersi. Una nube pesante di volti grava su di noi:i bruciati, i rapiti, i violentati, le fanciulle in fiore, i soldati padri, i soldati figli, il kibbutz evacuato, le strade vuote e i missili, i droni colmi di esplosivo, gli spari, gli incendi. Il pensiero fisso degli ostaggi. Cosa fanno in questo momento? Li maltrattano? Quelle povere anime innocenti sono gi\u00e0 incinte di quei mostri? Dieci mesi sono trascorsi e sembrano dieci ore. Su una piccolissima zattera in mezzo alla tempesta ho cercato in questi mesi di dare un po&#8217; di sollievo ai miei studenti attraverso laboratori che ho creato come illuminata da qualcosa che non ero io, spinta da una forza inesauribile. Lo sforzo di restare chi sono, con i miei valori e le voci di mio padre e mia madre che risuonano nell\u2019animo e mi dicono: <em>Passer\u00e0 anche questa, c\u2019\u00e8 Dio benedetto, tu sei qui per aiutare a superare il male.<\/em> S\u00ec, dobbiamo essere pi\u00f9 forti, pi\u00f9 creativi e pi\u00f9 pazienti di sempre. Dobbiamo sconfiggere il terrorismo, per noi e per tutto l\u2019Occidente. Dobbiamo trovare i moderati, le teste pensanti e gli illuminati dalla ragione per stipulare insieme contratti di pace, programmi di educazione contro l\u2019odio e la ricostruzione del pensiero umano. Questa \u00e8 l&#8217;unica soluzione per il proseguimento della vita su questa terra&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le voci degli Italkim dopo un anno di guerra<\/p>\n","protected":false},"author":53,"featured_media":90438,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-90437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-israele"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dolore, solidariet\u00e0, speranza - Shalom<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.shalom.it\/israele\/dolore-solidarieta-speranza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dolore, solidariet\u00e0, speranza - 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