{"id":83210,"date":"2024-05-26T10:00:39","date_gmt":"2024-05-26T08:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=83210"},"modified":"2024-05-25T21:25:11","modified_gmt":"2024-05-25T19:25:11","slug":"le-minacce-di-oggi-e-le-trattative-di-ieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/italia\/le-minacce-di-oggi-e-le-trattative-di-ieri\/","title":{"rendered":"Le minacce di oggi e le trattative di ieri"},"content":{"rendered":"<p class=\"s3\"><span class=\"s6\">Ci risiamo. Il terrorismo palestinese \u00e8 di nuovo presente in Italia <\/span><span class=\"s6\">nelle vesti <\/span><span class=\"s6\">di infiltrati alle manifestazioni all\u2019Universit\u00e0. <\/span><span class=\"s7\">Abid El Hali<\/span><span class=\"s7\">, 62 anni, <\/span><span class=\"s7\">\u00e8 stato identificato dai poliziotti della Digos e della Scientifica negli scontri a La Sapienza<\/span><span class=\"s7\"> di Roma<\/span><span class=\"s7\">. <\/span><span class=\"s7\">Nel 1984, <\/span><span class=\"s6\">Abid El Hali attent\u00f2 a Roma alla vita di un diplomatico degli Emirati Arabi Uniti. L\u2019uomo sopravvisse miracolosamente, mor\u00ec invece la sua segretaria, una giovane donna di cittadinanza iraniana. <\/span><span class=\"s6\">Il terrorista <\/span><span class=\"s6\">fu arrestato in flagranza e si dichiar\u00f2 prigioniero politico. Ha scontato la sua pena a 24 anni di carcere e al termine \u00e8 rimasto in Italia. Secondo quanto rivelato dall\u2019Agenzia Adnkronos<\/span><span class=\"s6\"> l\u20198 maggio scorso<\/span><span class=\"s6\">,<\/span> <span class=\"s6\">la magistratura romana aveva spiccato <\/span><span class=\"s6\">anche <\/span><span class=\"s6\">un secondo mandato di cattura su <\/span><span class=\"s6\">Abid El Hali <\/span><span class=\"s6\">perch\u00e9 <\/span><span class=\"s6\">considerato un membro<\/span><span class=\"s6\"> del gruppo di Abu Nidal e perci\u00f2 partecipe in qualche modo anche all\u2019attentato di Fiumicino del 1985. Fu una strage orrenda che rimane abbastanza misteriosa. Morirono 13 persone e ne rimasero ferite 76.<\/span> <span class=\"s6\">Il gruppo di Abu Nidal \u00e8 considerato anche l\u2019esecutore dell\u2019attentato alla Sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982.<\/span><\/p>\n<p class=\"s3\"><span class=\"s8\">Un\u2019ondata preoccupante dopo l\u2019arresto <\/span><span class=\"s8\">all\u2019Aquila <\/span><span class=\"s8\">il\u00a029 gennaio scorso di Anan Yaeesh<\/span><span class=\"s8\">, palestinese di 37 anni,<\/span><span class=\"s8\"> accusato di terrorismo <\/span><span class=\"s8\">e di aver pianificato attacchi anche in Italia <\/span><span class=\"s8\">e attualmente detenuto nel carcere di Terni<\/span> <span class=\"s8\">dopo il no della magistratura italiana alla richiesta di<\/span><span class=\"s8\"> estradizione <\/span><span class=\"s8\">avanzata dalle autorit\u00e0 israeliane.<\/span><\/p>\n<p class=\"s3\"><span class=\"s6\">Dei pericoli di oggi e di ieri riguardo al terrorismo palestinese<\/span><span class=\"s6\"> in Italia,<\/span><span class=\"s6\"> n<\/span><span class=\"s6\">e parliamo con Francesco Grignetti, giornalista de <\/span><span class=\"s4\">La Stampa<\/span><span class=\"s6\">, e autore, tra gli altri, di due libri <\/span><span class=\"s6\">sulle<\/span><span class=\"s6\"> trattative tra i<\/span><span class=\"s6\">l governo italiano e i <\/span><span class=\"s6\">palestinesi<\/span><span class=\"s6\">:<\/span><span class=\"s6\"> \u201cSalvate Aldo Moro, la trattativa e la pista internazionale\u201d, Melampo editore<\/span><span class=\"s6\">;<\/span><span class=\"s6\"> e in ebook<\/span><span class=\"s6\">:<\/span><span class=\"s6\"> \u201cLa spia di Aldo Moro\u201d<\/span><span class=\"s6\"> sul<\/span><span class=\"s6\"> colonello Stefano Giovannone, uomo dei servizi <\/span><span class=\"s6\">servizi segreti di stanza a Beirut<\/span><span class=\"s6\">. Grignetti \u00e8 tornato sull\u2019argomento in un articolo de <\/span><span class=\"s4\">La Stampa<\/span><span class=\"s6\">riguardo proprio a<\/span><span class=\"s6\"> Abid El Hali <\/span><span class=\"s6\">il <\/span><span class=\"s6\">9 maggio<\/span><span class=\"s6\"> scorso<\/span><span class=\"s6\">. <\/span><\/p>\n<p class=\"s3\"><span class=\"s6\">Quali erano i rapporti tra il nostro governo di allora e le due organizzazioni terroristiche palestinesi, l\u2019Olp di Arafat e il Fplp, il Fronte Popolare di Liberazione Palestinese? <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">Molto complessi, articolati e altalenanti nel tempo \u2013 spiega Grignetti -. Nel suo libro di memorie, l\u2019ammiraglio Fulvio Martini accenna al doppiogiochismo degli italiani. Prima del 1973, c\u2019\u00e8 una spaccatura all\u2019interno dei servizi segreti italiani tra filoisraeliani e filopalestinesi che rispecchia i due schieramenti politici e Aldo Moro rappresenta il capofila della corrente filoaraba e filopalestinese. In questo contesto, nasce un accordo, che poi sar\u00e0 chiamato \u201cLodo Moro\u201d, un patto non scritto, gestito dall\u2019intelligence con Al Fatah ma poi esteso anche al Fplp. I movimenti armati palestinesi ricevono una serie di facilitazioni economiche, ma probabilmente anche armi, e la possibilit\u00e0 di usare l\u2019Italia come luogo di transito per le loro azioni in Medi Oriente e in Europa<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">. Ma non tutto fila liscio. Il 15 gennaio 1973, la premier Golda Meir \u00e8 attesa a Roma per un viaggio ufficiale. I problemi iniziano i giorni precedenti. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">Il viaggio di Golda a Roma ha notevole importanza in quel periodo, viene visto dai palestinesi come l\u2019occasione per un attentato terroristico di particolare enfasi<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">. Il viaggio cade dopo la strage di Monaco, mentre \u00e8 in atto l\u2019Operazione Ira di Dio da parte del Mossad per andare a stanare gli assassini degli atleti israeliani alle Olimpiadi. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">L\u2019arrivo di Golda \u2013 spiega Grignetti &#8211; viene preceduto da un lavoro di intelligence del Mossad per garantire la sicurezza del primo ministro in Italia. I <\/span><span class=\"s6\">servizi segreti israeliani fanno una scoperta: un gruppo terrorista armato di missili terra-aria mira ad abbattere l\u2019areo di Golda Meir in atterraggio a Fiumicino. Il Mossad si rivolge alle autorit\u00e0 italiane, al generale Maletti, responsabile del Sid. Si decide un\u2019operazione congiunta tra il Mossad e i carabinieri perch\u00e9 avviene in territorio italiano. L\u2019azione ha successo, i terroristi vengono arrestati, l\u2019operazione viene tenuta rigorosamente segreta e i cinque sparirono nel nulla. Secondo quanto riportato da un ex agente del Mossad, Victor Ostrovsky, i terroristi vengono tenuti in una prigione segreta e duramente interrogati dagli israeliani per ricostruire le reti di Settembre Nero in Europa. Nell\u2019estate del 1973, diversi mesi dopo quest\u2019operazione, si passa da un governo Andreotti con forti venature filoatlantiche a un governo Rumor dove sono molto pi\u00f9 forti le correnti della sinistra democristiana di Aldo Moro che ottiene l\u2019incarico di ministro degli Esteri. \u00c8 in questa fase che cambia la politica italiana, soprattutto quella mediorientale. Si cercano contatti con i palestinesi, anche rivelando quello che fino a quel momento era restato segreto. Un certo giorno di settembre viene data la notizia al telegiornale che cinque terroristi palestinesi sono stati arrestati tra Ostia e Fiumicino perch\u00e9 volevano attentare ad un aereo della El Al e sarebbero stati portati in un carcere di Viterbo. Il mancato attentato non viene ricondotto a Golda Meir perch\u00e9 questo vuol dire coinvolgere il Mossad. Ma gli israeliani non la prendono comunque bene. L\u2019incaricato dei servizi israeliani si lamenta con il generale del Sid Gianadelio Maletti e accusa gli italiani di averli traditi. Propone di rapire i cinque nel trasporto al carcere di Viterbo, ma Maletti si oppone. Da quel momento tutto cambia. L\u2019operazione di Ostia pone le basi del Lodo Moro, il Sid cementa un\u2019alleanza con Al fatah e Flpl. Vengono permesse cose inaudite ai palestinesi, vengono fatti entrare nel carcere di Viterbo per parlare direttamente con i fedayn. Poi arrivano le scarcerazioni. Prima ne liberano tre, poi altri due. Ed \u00e8 addirittura Moro che va a parlare ai giudici e spiega che si tratta di \u201csicurezza dello Stato\u201d. I componenti del gruppo di fuoco vengono portati segretamente in un appartamento occulto del Sid e poi con un aereo dei servizi, Argo16, trasferiti in Libia e consegnati all\u2019Olp<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"s5\"><span class=\"s6\">Ma gli attacchi non si fermano e arriviamo all\u2019attentato all\u2019aeroporto di Fiumicino il 17 dicembre 1973 con 32 morti e 15 feriti, la pi\u00f9 grande strage civile in Italia dopo quella della stazione di Bologna. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">L\u2019attentato \u2013 spiega Grignetti \u2013 arriva non del tutto casualmente in occasione di un\u2019udienza del processo. I primi tre terroristi sono stati scarcerati, ce ne sono ancora due in carcere. Il governo dell\u2019epoca ne rimane sconvolto perch\u00e9 ritiene che il Lodo sia entrato in vigore e quindi non si aspetta minimamente un\u2019azione terroristica. Ne scrive nelle sue memorie l\u2019ex ministro Paolo Emilio Taviani che riferisce anche in parlamento. \u2018Secondo me \u2013 dice Taviani \u2013 \u00e8 entrato in azione Settembre Nero per sabotare l\u2019accordo con Arafat\u2019. Nel 1973 quello che Taviani chiama Settembre Nero \u00e8 una nebulosa di cui si conosce pochissimo, per\u00f2, quello che il governo italiano intuisce \u00e8 che probabilmente c\u2019era una fazione dell\u2019Olp che non era soddisfatta. A posteriori, cinquant\u2019anni dopo, noi veniamo a sapere che non solo il Lodo Moro viene integrato rapidamente anche con George Habbash del Flpl, ma anche che il colonnello Stefano Giovannone da Beirut inizia a spiegare che la galassia palestinese \u00e8 una bestia molto complicata e un accordo solo con Arafat non \u00e8 sufficiente. In pi\u00f9, sappiamo che l\u2019attentato fu fatto da una frazione che dipendeva molto dai libici. L\u2019esplosivo fu usato come strumento di pressione politica, ma si capisce che fu un\u2019azione terroristica mirata<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"s5\"><span class=\"s6\">Da questo momento in poi, la politica italiana cambia. Tutti i partiti di maggioranza e opposizione sono schierati con i palestinesi, dalla DC, al PCI, al PSI. Uniche eccezioni il piccolissimo Partito Repubblicano all\u2019interno della maggioranza e i Radicali. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">\u00c8 un processo politico che arriva al punto pi\u00f9 alto con il governo della non sfiducia, quindi con l\u2019avvicinamento dei comunisti all\u2019area dell\u2019esecutivo, con il ritorno di Andreotti alla guida del governo, ma in chiave politica opposta rispetto al 1973. In questo contesto, uno dei pilastri degli accordi politici \u00e8 una comune visione mediorientale molto sbilanciata a favore degli arabi e dei palestinesi. Non dimentichiamoci il contesto con lo shock petrolifero e le conseguenze economiche. In questa partita qui si inserisce il ricatto arabo-palestinese: petrolio in cambio di benevolenza<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"s5\"><span class=\"s6\">Viene da chiedersi se il fautore politico dell\u2019accordo dei palestinesi, ovvero Aldo Moro, fosse veramente convinto della causa dei palestinesi o lo facesse per motivi di opportunit\u00e0 politica. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">Credo ci credesse veramente \u2013 risponde Grignetti \u2013 Non gli sfuggiva l\u2019aspetto economico, ma in una visione di superamento della Guerra Fredda e di pacificazione del Mediterraneo, Moro inseriva la questione palestinese e anche araba in un disegno di distensione e superamento dei due blocchi<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"s5\"><span class=\"s6\">Veniamo ai giorni del rapimento Moro, 16 marzo 1978. Pochi giorni prima, Giovannone da Beirut ha notizie di una possibile azione dei terroristi in un paese europeo che pu\u00f2 essere anche l\u2019Italia. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">Giovannone aveva colto qualche cosa che per\u00f2 non aiut\u00f2 a prevenire l\u2019attentato. C\u2019erano forti contatti tra i palestinesi di area marxista e i terroristi europei, tedeschi, francesi e italiani. Quando Moro viene sequestrato, i servizi stranieri, il Sismi, vengono convocati, incluso Giovannone. Il colonnello incasella quella soffiata e si rende conto che ha a che fare con l\u2019attentato di via Fani. E che quello pu\u00f2 essere un filo rosso da risalire. Giovannone ha una devozione particolare nei confronti di Aldo Moro, ha la stessa visione sulla politica mediorientale, lo va sempre a trovare quando passa a Roma, i due si chiudono nello studio e parlano per ore. Dopo il rapimento, Giovannone inizia a contattare arabi e palestinesi con due scopi: non far perdere la faccia al governo rispetto alla linea della fermezza e portare a casa il risultato, ovvero la liberazione di Moro. Io sono riuscito a ricostruire con fonti sicure nel mio secondo libro come quella trattativa che parte da Beirut, che passa per ambienti di estrema sinistra fiancheggiatori del terrorismo in Germania e in Svizzera, approdi infine in Italia. In questo contesto, ad un certo punto si inserisce anche il maresciallo Tito, legato a Moro perch\u00e9 precedentemente aveva chiuso con lui l\u2019accordo di Osimo su Istria e Dalmazia. Tito mette sul tavolo la moneta di scambio: non la liberazione di qualche terrorista italiano, come scrivono i giornali italiani, bens\u00ec la liberazione occulta di quattro terroristi tedeschi della Raf di primissima grandezza che in quel momento erano stati fermati in Jugoslavia. I quattro sono inseriti in un circuito dove c\u2019\u00e8 anche Habbash e Carlos, il mondo marxista della galassia terrorista palestinese. Attraverso dei contatti, viene chiesto alla Br di liberare Moro, ma di questo nessuno di loro, da Moretti in gi\u00f9, ha mai voluto parlare<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">. Viene da chiedersi allora perch\u00e9 con tutti le intermediazioni, con Moro paladino della causa palestinese, i contatti non vanno a buon fine e l\u2019epilogo \u00e8 quello che conosciamo. <\/span><span class=\"s6\">\u00ab<\/span><span class=\"s6\">Il mio parere \u2013 spiega Grignetti \u2013 \u00e8 che il gruppo dirigente delle Br valut\u00f2 che per loro non c\u2019era nessun vantaggio. Anzi, che sarebbe stato un segno di debolezza la liberazione di Moro senza contropartite plausibili. Con una contropartita occulta, quella dei terroristi della Raf, lo Stato non perdeva la faccia. La faccenda sarebbe stata nota soltanto al governo e a una parte dei servizi. Questa cosa per Moretti <\/span><span class=\"s6\">e per l\u2019area militarista era troppo poco. Penso che le Br accelerarono i tempi e fecero trovare Moro morto quella mattina proprio per chiuderla l\u00ec<\/span><span class=\"s6\">\u00bb<\/span><span class=\"s6\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci risiamo. Il terrorismo palestinese \u00e8 di nuovo presente in Italia nelle vesti di infiltrati alle manifestazioni all\u2019Universit\u00e0. Abid El Hali, 62 anni, \u00e8 stato identificato dai poliziotti della Digos e della Scientifica negli scontri a La Sapienza di Roma. 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