{"id":82108,"date":"2024-04-18T08:00:50","date_gmt":"2024-04-18T06:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=82108"},"modified":"2024-04-17T21:35:05","modified_gmt":"2024-04-17T19:35:05","slug":"come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/","title":{"rendered":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Pubblichiamo di seguito l&#8217;intervista fatta a Silvana Aj\u00f2 z.l. realizzata per il libro &#8220;Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione&#8221;, Archivio Storico della Comunit\u00e0 Ebraica di Roma, ed. Guerini e associati, 2006.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Dopo l\u20198 settembre 1943 e prima del 16 ottobre, aveva lasciato la sua abitazione abituale per rendersi irreperibile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Durante i bombardamenti a S. Lorenzo, siamo andati in un paese vicino Viterbo che si chiama Graffignano, dove c\u2019era una vecchia balia di una mia zia che ci ha ospitato. Il 25 luglio stavamo l\u00ec e quindi non abbiamo partecipato alla grande gioia per la caduta del fascismo. Poi, siccome c\u2019erano ancora le Leggi razziali e la situazione era incerta, il sindaco di Graffignano, il podest\u00e0 che era anche parente di coloro che ci ospitavano, gentilmente ci fece sapere attraverso questi nostri conoscenti, che sarebbe stato il caso di andarcene dal paese e quindi siamo tornati a Roma. Non c\u2019erano ancora pericoli imminenti, tant\u2019\u00e8 vero che il negozio di mio padre a via del Tritone \u00e8 restato aperto e noi abbiamo continuato una vita normale. Abitavamo a via Agri, una parallela di via Tagliamento, nel quartiere allora chiamato Savoia, dove c\u2019erano varie famiglie ebree. Nel <em>Kippur<\/em> del 1943 siamo stati ospitati a casa dei sig.ri Dell\u2019Omo a via Adige, dove essi avevano anche un ristorante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Nel 1943 quali erano le notizie che giravano sulla sorte toccata agli ebrei negli altri paesi occupati dai tedeschi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019ottobre 1943, pap\u00e0, che conosceva qualcuno al ministero degli Interni, ha saputo, attraverso voci di corridoio, che c\u2019era uno strano movimento, si diceva che girassero delle strane circolari, non era chiaro cosa stesse accadendo, eppure c\u2019era in atto qualcosa, per cui, poich\u00e9 noi eravamo ebrei, poteva essere pericoloso rimanere a casa. Non avevamo idea che ci sarebbero state delle retate,per\u00f2 pensavamo che ci avrebbero cercato. Noi eravamo abbastanza in vista per il nostro negozio di forniture per sarti, pap\u00e0 era molto conosciuto, quindi era il caso di andare via. Fu detto a pap\u00e0: \u2018Fossi in voi, me ne andrei via da casa\u2019, e infatti cos\u00ec facemmo, ma molti, compresa l\u2019anziana sorella di mia nonna, che abitava a via Salaria, non l\u2019hanno fatto. Le abbiamo detto: \u2018Andiamo via tutti\u2019, tanto pi\u00f9 che arrivava una figlia da Genova con il marito di cognome Muggia e una bambina piccola in carrozzina, ma loro hanno risposto, e purtroppo molti l\u2019hanno fatto: \u2018Abbiamo una certa et\u00e0, cosa vuoi che ci fanno\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Purtroppo, non abbiamo mai creduto alle voci che giravano, non eravamo mai stati sollecitati da nessuno a scappare. Dall\u2019estero arrivava ogni tanto gente che ci accennava, diceva, faceva\u2026 ma qui a Roma, non ci credevamo, sia perch\u00e9 eravamo integrati con la popolazione non ebraica, sia perch\u00e9 la stessa Comunit\u00e0 non fece ci\u00f2 che avrebbe potuto, cio\u00e8, attraverso qualche sistema, cominciare a mettere dei dubbi nelle persone, poi ognuno si sarebbe regolato come credeva, ma questo purtroppo non \u00e8 avvenuto, n\u00e9 si poteva immaginare quello che poi sarebbe successo. E poi non tutti potevano scappare, c\u2019era chi non aveva i mezzi. I pi\u00f9 colpiti sono stati quelli con i banchi a cui hanno tolto le patenti. Questi ambulanti,dopo il 16 ottobre 1943, hanno cominciato a farsi vedere di nuovo, si pensava che ormai il peggio fosse passato, e poi dovevano pur guadagnare qualcosa per sopravvivere e molti sono stati presi a causa delle spiate: davano 5.000 lire per un adulto e 3.000 per un bambino. Non abbiamo mai saputo quello che succedeva in Germania, in Polonia. C\u2019erano alcuni che passavano per la citt\u00e0 e raccontavano qualcosa, molti sono stati mandati al confino, ma noi, parliamoci chiaro, non ci abbiamo creduto. Anche a Graffignano c\u2019era una famiglia al confino,ma non abbiamo mai chiesto loro nulla. Quando abbiamo lasciato la nostra casa, per evitare che vi entrassero sfollati, estranei, vi abbiamo messo i parenti di una nostra commessa, che avevano avuto l\u2019abitazione bombardata a S. Paolo. Quando \u00e8 finita la guerra, non se ne sono voluti andare spontaneamente ed \u00e8 stato molto faticoso mandarli via. Quando siamo rientrati nella nostra casa, abbiamo visto che avevano aperto i cassetti, avevano tirato fuori le nostre cose pi\u00f9 intime, ad esempio quelle che noi non usavamo poich\u00e9 erano regali della maggiorit\u00e0 religiosa. Spesso chi era in affitto, dopo la guerra \u00e8 stato cacciato via, ma anche per i proprietari non \u00e8 stato facile,a volte non sono riusciti a riavere la propria casa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cosa si ricorda dei giorni immediatamente precedenti al 16 ottobre? Aveva avuto sentoreche stava per accadere qualcosa di grave?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio dell\u2019ottobre del 1943, un cliente di pap\u00e0, un carabiniere che dopo l\u20198 settembre era scappato, ci ha dato in mano le chiavi della sua casa, vicino a piazza Barberini, a via della Purificazione, dicendo: \u2018Io e la mia famiglia siamo ritornati in Abruzzo dove siamo nati, quindi la nostra casa \u00e8 a vostra disposizione\u2019. \u00c8 stato un atto di grande civilt\u00e0. Nel frattempo, mio padre Valerio con i due cugini, l\u2019avvocato Aldo e il notaio Mario Fu\u00e0 che abitavano a via Arno, nel Quartiere Trieste, si sono rifugiati in una casa bombardata di S. Lorenzo, dove una persona di fiducia, servendosi di una scala di fortuna, gli andava a portare da mangiare. Ancora non era successo niente, nessuna retata vera e propria, per\u00f2 si vociferava sempre pi\u00f9 insistentemente che c\u2019era qualcosa che non andava. La mamma, Enrica Ottolenghi, le mie due sorelle, Stefania e Marcella, e io, invece,siamo rimaste a via della Purificazione. Allora non era facile trovare un mezzo di trasporto, ma ricordo che la sig.ra Dell\u2019Omo venne in via della Purificazione con una carrozzella presa in affitto \u2013 la famosa \u2018botticella\u2019 \u2013 e ci port\u00f2 un grande recipiente con dentro la pastasciutta. A tutte queste persone, in seguito, abbiamo dato degli attestati di stima: abbiamo ricevuto atti di grande solidariet\u00e0,ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Ricordo che quando siamo andati via di casa, volevamo affidare a una vicina un baule con un po\u2019 di cose, e lei ha detto di no, \u00e8 stato un gesto molto brutto. Ricordo anche che prima del 16 ottobre abbiamo preso il nome di alcuni napoletani che abitavano nel palazzo dove era nato pap\u00e0, nel 1901, in piazza S. Battista Vico 40, poi abbiamo conosciuto delle persone che falsificavano i documenti, tra sui il sig. Guido Coen che \u00e8 stato fra coloro che hanno contribuito ad aprire la scuola ebraica, una persona molto in gamba, ma discreto, i cui meriti, probabilmente per questo, non sono stati riconosciuti a sufficienza. Malgrado la situazione, noi ragazzi abbiamo continuato a studiare, come se fossimo a scuola, anche se stavamo a casa. Io ero un po\u2019 incosciente, una volta andai a ritirare le carte annonarie con il nostro vero nome. Mamma in quel periodo ogni tanto andava da un fornaio, il sig. Gentilini, che le dava del pane,anche senza tessera annonaria. \u00c8 stata fortuna se ci siamo salvati. Il carabiniere ci aveva lasciato in cucina una vetrinola piena di roba da mangiare che non abbiamo mai preso, proprio perch\u00e9 mamma diceva: \u2018Mai toccare le cose che non sono nostre\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando \u00e8 successo il fatto dell\u2019oro, ognuno di noi ha dato qualcosa, io per\u00f2 non mi ricordo assolutamente di aver fatto la fila, ci deve essere andato mio pap\u00e0 che, in seguito, si rammaricava di non avere pi\u00f9 trovato la ricevuta dell\u2019oro. All\u2019epoca la richiesta dell\u2019oro ci era sembrata molto strana, ma non ci aveva spaventato: \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 terribile. Allora avevo 15-16 anni e avevo l\u2019incoscienza della giovent\u00f9<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ci racconti dettagliatamente quello che accadde il 16 ottobre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La mattina del 16 ottobre 1943 pap\u00e0 andava in giro con la bicicletta, lo faceva quasi tutte le mattine, qualcuno che conosceva l\u2019ha fermato lungo il percorso, lui veniva da S. Lorenzo, e gli ha detto: \u2018Guarda che sta\u2019 mattina hanno fatto una retata al ghetto, nasconditi\u2019. Quindi lui \u00e8 tornato da noi, figuriamoci in quali condizioni, e non ci siamo pi\u00f9 mossi da casa fino a dopo Natale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo subito telefonato a tutti quelli che conoscevamo per avvertirli di scappare, molti non li abbiamo trovati perch\u00e9 se ne erano gi\u00e0 andati. Purtroppo gli zii che abitavano a via Salaria sono stati presi alle 6 di mattina, insieme alla figlia venuta da Genova e a tutta la famiglia: sono spariti nel nulla. Loro avevano un figlio che stava in Venezuela, era andato via dopo le Leggi razziali per continuare l\u2019universit\u00e0, poi \u00e8 diventato medico, e non si \u00e8 mai perdonato di aver lasciato la famiglia in Italia. Sappiamo che i tedeschi non sono entrati dentro casa nostra. Chiss\u00e0 quali liste hanno usato i nazisti, di certo i commissariati avevano tutto, avevano registrato,ad esempio, chi aveva consegnato, in seguito alle Leggi razziali, la radio, gli uccellini in gabbia e altre cose quasi ridicole. Perch\u00e9 in una casa sono andati e nella strada vicino no? Sono domande che ci siamo sempre fatti, ma restano senza risposta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ci racconti quello che accadde nei giorni successivi al 16 ottobre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo c\u2019\u00e8 stato il saccheggio nelle case di coloro che erano andati via, da parte dei fascisti, dei nazisti, dei portieri e dei vicini. Ad esempio la casa dei miei zii, i Frassineti, a Torino, che furono tutti deportati, dopo la guerra fu ritrovata completamente vuota; mia madre buss\u00f2 alla casa di una vicina, che era una conoscente, per avere notizie, questa ha aperto la porta e dietro di lei mia madre ha visto la camera da letto di mia zia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nei primi tempi il negozio \u00e8 rimasto aperto, ma dopo il 16 ottobre abbiamo dovuto chiudere, nel frattempo pap\u00e0 aveva dato le cose pi\u00f9 importanti a un amico che aveva un deposito a via Rasella. Gli aveva dato la macchina calcolatrice, pezze di seta, tutto ci\u00f2 che sarebbe potuto servire se avessimo potuto riaprire il negozio. Dopo la storia di via Rasella e le Fosse Ardeatine, sono andata da questo signore e gli ho chiesto: \u2018Scusi, ma con la roba nostra, ha avuto delle difficolt\u00e0?\u2019 e lui rispose: \u2018No, tutto a posto\u2019. Ma quando \u00e8 finita la guerra, quando abbiamo riaperto il negozio, lui ha detto che i tedeschi avevano portato via ogni cosa, invece poi abbiamo saputo che si era venduto tutto. Contemporaneamente avevamo lasciato dei filati alla figlia della portiera che era sarta, lei li ha tenuti, ma poi non abbiamo trovato pi\u00f9 nulla poich\u00e9 li aveva adoperati. Salvare la pelle era la prima cosa a cui si badava.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A un certo momento abbiamo avuto sentore che ci avevano riconosciuti poich\u00e9 la casa di via della Purificazione era troppo vicina al nostro negozio, in via del Tritone: il portiere ci ha fatto capire che era il caso di andarcene e siamo stati in preda al panico poich\u00e9 dovevamo cercare un altro posto. Ci siamo rivolti a un convento vicino S. Maria Maggiore e mi ricordo la faccia \u2018di pietra\u2019 di questa Madre superiora, eravamo disperati, non sapevamo che fare e lei ci ha detto, con un tono duro: \u2018Mi dispiace, ma non possiamo ospitare, qui \u00e8 tutto pieno\u2019. Questo ci ha fatto capire che la scelta da parte dei responsabili dei conventi di aiutare, \u00e8 stata personale. Poi una persona ci ha trovato una casa a S. Giovanni, a via Biella, una traversa di via Taranto dove siamo rimasti fino alla liberazione. A distanza di 60 anni abbiamo scoperto che era un fascista convinto, ciononostante ci ha aiutato lo stesso: il suo comportamento rimane per me un mistero. In quel periodo abbiamo cominciato ad avere notizie sulla sorte di qualche amico e parente. Ci vedevamo ogni tanto con alcuni cugini che abitavano nel quartiere Trieste, i Passigli, ed erano nascosti a via Ivrea. Nonostante i rischi,sono sempre uscita, siamo usciti tutti, mi incontravo con le amiche anche non ebree, figlie di Fano, ebreo, che era morto \u2013 e ancora oggi ci frequentiamo \u2013 ma nessuna sapeva dove ero nascosta. Con le cugine Fu\u00e0 ci vedevamo sotto la statua di S. Francesco a S. Giovanni, facevamo delle passeggiate, ma nessuna sapeva dove abitava l\u2019altra. I cugini Di Capua, che ora stanno in Israele, abitavano inviale della Regina; sono andati via da casa, sono stati per un breve periodo nella casa del carabiniere a via della Purificazione, e poi in un palazzo dove dovevano far finta di non esistere. Tutte le persone che io conosco si sono salvate per fortuna,ma non so tutte le storie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Invece, il capofamiglia dei Sermoneta, che avevano un famoso negozio di rammendatrici e ricamatrici a via Tirso e abitavano a via Basento, fu preso dopo il 16 ottobre a causa di una spiata di un tedesco che aveva negozio a viale della Regina. Questo \u00e8 successo a Roma, ma nelle altre citt\u00e0 era diverso, ad esempio, la sorella di mamma, Rina Ottolenghi Frassineti, a Torino si \u00e8 consegnata ai nazisti che avevano gi\u00e0 preso il marito Alfredo e il figlio Rodolfo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per sopravvivere, pap\u00e0 e io abbiamo fatto \u2018borsa nera\u2019, andavamo nei dintorni di Roma, alla borgata Gordiani, al Quarticciolo, dove macellavano gli animali; noi avevamo qualche filato, qualcosa del negozio che serviva per barattare e che ci \u00e8 stato molto utile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ho scritto un diario di quei giorni in cui ricordo che annotavo come fosse una grande felicit\u00e0 avere un quarto di latte in cambio di un filato:situazioni che oggi fanno sorridere. Alcune cose, con un prezzo un po\u2019 maggiore,le rivendevo ad altra gente. Avevamo portato con noi dei bottoni di tutti i tipi dentro alcuni sacchi che, mentre eravamo nascosti, avevamo provveduto a dividere a seconda della grandezza e del colore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci sono stati molto utili quando abbiamo riaperto il negozio, ma non avevamo pi\u00f9 nulla e allora ci siamo venduti tutto quello che ci era restato, ad esempio quello che avevamo vinto in occasioni particolari, a tombola, tutte cose di poco valore: questo fa pensare che nella vita anche ci\u00f2 che sembra inutile, pu\u00f2 invece risultare provvidenziale. Gli americani comperavano tutto, abbiamo ricominciato cos\u00ec. Ci siamo arrangiati,per sopravvivere il cervello si mette in movimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Noi stavamo fra la via Appia e la Tuscolana, quando ci hanno detto che erano entrati gli americani, mio padre non ci ha creduto e non ci ha fatto uscire; quindi noi, fino alla mattina dopo, non abbiamo visto gli alleati, ma abbiamo visto i nazisti che se ne andavano. Mi ricordo la prima visione degli americani su via Tuscolana, come nei film, il soldato di colore di corporatura grossa, con il casco. Per noi \u00e8 stata una vera liberazione, potevamo finalmente uscire, tornare alla vita normale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Silvia Haia Antonucci, <em>Le interviste<\/em>, in <em>Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione<\/em>, a cura di Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Gabriele Rigano, Giancarlo Spizzichino, Milano, Guerini e Associati, 2006, pp. 95-134<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spaccato di vita tra settembre 1943 e giugno 1944<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":82111,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-82108","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-roma-ebraica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Uno spaccato di vita tra settembre 1943 e giugno 1944\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Shalom\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-04-18T06:00:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1080\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Donato Moscati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Donato Moscati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\"},\"author\":{\"name\":\"Donato Moscati\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f\"},\"headline\":\"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2\",\"datePublished\":\"2024-04-18T06:00:50+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\"},\"wordCount\":2435,\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg\",\"articleSection\":[\"ROMA EBRAICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\",\"url\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\",\"name\":\"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg\",\"datePublished\":\"2024-04-18T06:00:50+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.shalom.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.shalom.it\/\",\"name\":\"Shalom\",\"description\":\"Il Magazine della comunit\u00e0 ebraica di Roma\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.shalom.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f\",\"name\":\"Donato Moscati\",\"url\":\"https:\/\/www.shalom.it\/author\/mdonato\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom","og_description":"Uno spaccato di vita tra settembre 1943 e giugno 1944","og_url":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/","og_site_name":"Shalom","article_published_time":"2024-04-18T06:00:50+00:00","og_image":[{"width":1920,"height":1080,"url":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Donato Moscati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Donato Moscati","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/"},"author":{"name":"Donato Moscati","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f"},"headline":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2","datePublished":"2024-04-18T06:00:50+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/"},"wordCount":2435,"image":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","articleSection":["ROMA EBRAICA"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/","url":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/","name":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2 - Shalom","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","datePublished":"2024-04-18T06:00:50+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/roma-ebraica\/come-siamo-riusciti-a-salvarci-intervista-a-silvana-ajo\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.shalom.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Come siamo riusciti a salvarci: intervista a Silvana Aj\u00f2"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/#website","url":"https:\/\/www.shalom.it\/","name":"Shalom","description":"Il Magazine della comunit\u00e0 ebraica di Roma","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.shalom.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.shalom.it\/#\/schema\/person\/13ae4cec9003e7d1f15e729be3eda88f","name":"Donato Moscati","url":"https:\/\/www.shalom.it\/author\/mdonato\/"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Silvana-2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82112,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82108\/revisions\/82112"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.shalom.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}