{"id":81529,"date":"2024-04-11T09:34:55","date_gmt":"2024-04-11T07:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=81529"},"modified":"2024-04-11T09:34:55","modified_gmt":"2024-04-11T07:34:55","slug":"un-blocco-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/israele\/un-blocco-politico\/","title":{"rendered":"Un blocco politico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ritiro delle grandi unit\u00e0<\/strong><br \/>\nHa fatto molta impressione in Israele la notizia che proprio in concomitanza con l\u2019anniversario del sesto mese dal 7 ottobre, le forze armate israeliane avessero finito di ritirare anche dalla parte meridionale di Gaza e specificamente da Khan Yunis le maggiori unit\u00e0 dell\u2019esercito: la conclusione di un ritiro progressivo, iniziato ormai pi\u00f9 di un mese fa. Ora nella striscia vi sono solo reparti relativamente piccoli, che sorvegliano gli assi stradali per impedire un ritorno incontrollato degli sfollati e gruppi speciali che con l\u2019aiuto dell\u2019aviazione danno la caccia ai terroristi. I vertici politici e quelli militari hanno chiarito che ci\u00f2 non prefigura affatto la fine della guerra n\u00e9 tanto meno l\u2019accettazione della richiesta di Hamas dell\u2019abbandono di Gaza. Ma si tratta di uno sviluppo significativo che richiede spiegazioni. E queste spiegazioni permettono di capire molte cose sullo stato attuale della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Addestramento ed economia<\/strong><br \/>\nLa prima ragione, ufficialmente avanzata dallo Stato Maggiore, \u00e8 che le divisioni sono state ritirate per addestrarle all\u2019attacco di Rafah (che per\u00f2 verosimilmente non sar\u00e0 molto diverso da quello avvenuto nelle altre citt\u00e0 di Gaza) o forse per una non improbabile estensione della guerra al nord. La seconda spiegazione \u00e8 economica: tenere sotto le armi per altri mesi centinaia di migliaia di persone che al momento non sono utilizzate ha un costo per l\u2019economia che Israele non pu\u00f2 permettersi di sostenere. Meglio dunque congedare quelli che non sono utilizzati, per farli tornare al lavoro fino a quando non saranno forse di nuovo richiamati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tattica<\/strong><br \/>\nLa terza spiegazione \u00e8 tattica: tenere fermi dei grossi reparti militari in territorio nemico, senza utilizzarli, significa esporli alle tattiche della guerriglia e dunque a uno stillicidio di pericolosi attacchi mordi-e-fuggi. In sostanza, se Israele non attacca Rafah, \u00e8 meglio che l&#8217;esercito non sia esposto al fuoco nemico e che solo i gruppi speciali che danno la caccia ai terroristi restino nella Striscia. Ma lo spostamento delle divisioni sembra dire che l\u2019attacco non \u00e8 imminente, anche se le forze ci sono, i piani sono stati definiti e Netanyahu ha dichiarato di aver perfino stabilito una data. Distruggere i restanti battaglioni di Hamas che si nascondono a Rafah non \u00e8 certo un obiettivo al di l\u00e0 delle forze di Israele; e anche gestire gli sfollati \u00e8 tecnicamente possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opposizione internazionale<\/strong><br \/>\nQuesto blocco non deriva da una scelta dei dirigenti di Israele, che a ogni occasione ribadiscono tutti, al di l\u00e0 dei dissensi politici, la necessit\u00e0 di arrivare a Rafah per completare la conquista di Gaza; ma dal veto di Biden e dall\u2019opposizione generalizzata degli stati e dei media occidentali, che si uniscono sempre pi\u00f9 chiaramente agli alleati dell\u2019Iran (Mosca, Cina, Sudafrica molti paesi islamici fra cui la Turchia, i neo-comunisti del Sudamerica e in genere i governi di sinistra, dall\u2019Australia a Canada a paesi europei come Belgio, Spagna, Irlando, Norvegia). L\u2019attacco a Rafah, che sarebbe decisivo nel risolvere la guerra, non pu\u00f2 iniziare proprio per questa ragione, perch\u00e9 sarebbe la vittoria di Israele sul terrorismo e stabilirebbe un modello; ma molti paesi non vogliono che Israele vinca e che Hamas sia spazzato via &#8211; o per ragioni derivanti dalla loro politica interna e dalle alleanze internazionali pongono tante e tali condizioni ai combattimenti da rendere impossibile la vittoria, che pure dicono di auspicare in teoria. Ci\u00f2 fa s\u00ec che non solo i paesi esplicitamente antisraeliani, come quelli che ho citato prima, ma anche quelli che si dicono amici di Israele (prima di tutto gli Usa, ma anche la Gran Bretagna, la Francia e per certi versi perfino l\u2019Italia) esprimono continuamente \u201cpreoccupazioni\u201d, richiedono \u201ccautele\u201d e \u201cprovvedimenti umanitari\u201d che di fatto minacciano l\u2019isolamento di Israele come prezzo per la prosecuzione della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una propaganda menzognera<\/strong><br \/>\nNon si tratta solo delle menzogne sui numeri dei \u201cbambini uccisi\u201d (\u201c12 milioni\u201d secondo una folle dichiarazione del presidente brasiliano Lula), dei demenziali discorsi sul \u201cgenocidio di Gaza\u201d. della sopravvalutazione di alcuni incidenti che capitano in tutte le guerre, come la morte di alcuni operatori umanitari scambiati per truppe di Hamas, di cui Israele si \u00e8 prontamente scusato. Ogni argomento \u00e8 buono. C\u2019\u00e8 stato uno scandalo, per esempio, sulla \u201crivelazione\u201d di un sito di estrema sinistra israeliana, prontamente ripreso da giornali di mezzo mondo e diffuso in rete, per cui l\u2019esercito israeliano userebbe un software di intelligenza artificiale come filtro preliminare per autorizzare gli attacchi a terroristi di Hamas. Si tratta ovviamente di una garanzia in pi\u00f9, che sottopone a una valutazione oggettiva i sospetti della presenza nemica durante le difficilissime operazioni di combattimento contro nemici travestiti da civili e nascosti fra loro; la responsabilit\u00e0 poi ovviamente resta dei soldati che combattono e dei loro comandanti. Ma \u00e8 bastata l\u2019esistenza di questo software a proiettare ancora una volta contro Israele un\u2019immagine mostruosa e disumana, tratta pari pari dalla tradizione antisemita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra insomma \u00e8 oggi bloccata. Israele continua a eliminare i terroristi a Gaza e nel Libano, a eliminare le loro infrastrutture (tunnel, depositi, fabbriche d\u2019armi), ha appena concluso la seconda importantissima operazione all\u2019ospedale (si dovrebbe piuttosto dire: la caserma) AlShifa, dove ha arrestato e eliminato centinaia di terroristi, scoprendo numerose armi e importanti documenti di intelligence. Ma non pu\u00f2 procedere per ora n\u00e9 a eliminare il pericolo terrorista al nord, n\u00e9 a Gaza e neppure pu\u00f2 liberare i rapiti, su cui Hamas, sentendosi rafforzato dalla demonizzazione internazionale di Israele, rifiuta anche di iniziare le trattative se Israele non si ritira e finisce la guerra dichiarandosi in sostanza sconfitto. Da questo blocco prima o poi bisogner\u00e0 uscire. Netanyahu, al contrario di quel che dicono gli antisemiti nei giornali e in rete, non mostra nessuna arroganza o follia bellicista, ma da mesi cerca pazientemente di riportare l\u2019America alla scelta comune di sconfiggere il terrorismo. Ha ottenuto qualche risultato, per esempio sono ripresi gli indispensabili rifornimenti di armi e munizioni. Ma non ha smosso il veto di Biden su Rafah. Israele pazienta. Ma prima o poi dovr\u00e0 agire per non perdere la vittoria costruita finora, col consenso degli Usa o meno E quello sar\u00e0 il momento pi\u00f9 difficile per Israele e per gli ebrei del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritiro delle grandi unit\u00e0 Ha fatto molta impressione in Israele la notizia che proprio in concomitanza con l\u2019anniversario del sesto mese dal 7 ottobre, le forze armate israeliane avessero finito di ritirare anche dalla parte meridionale di Gaza e specificamente da Khan Yunis le maggiori unit\u00e0 dell\u2019esercito: la conclusione di un ritiro progressivo, iniziato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":81530,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-81529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-israele"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - 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