{"id":76538,"date":"2023-11-29T00:00:00","date_gmt":"2023-11-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/senza-categoria\/storie-di-mariti-violenti-b1138931\/"},"modified":"2024-05-31T00:59:18","modified_gmt":"2024-05-30T22:59:18","slug":"storie-di-mariti-violenti-b1138931","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/idee-pensiero-ebraico\/storie-di-mariti-violenti-b1138931\/","title":{"rendered":"STORIE DI MARITI VIOLENTI"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">\u201cNel 1536, Shabbatai ben Rafael Duriel fece giuramento che non avrebbe picchiato<span dir=\"RTL\"><\/span><span dir=\"RTL\"><\/span><span dir=\"RTL\" style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span dir=\"RTL\"><\/span><span dir=\"RTL\"><\/span>&nbsp;<\/span>o frustato la moglie Laura fino a che questa non avesse abbandonato la casa del padre, Shabbatai di Limentani, dove si era rifugiata durante un litigio matrimoniale per motivi di soldi. Ma una volta tornata, sarebbe stato liberato dal giuramento e avrebbe potuto \u00abflagellarla nel modo in cui si castigano le donne, le vergini modeste e quelle che osservano le regole\u00bb\u201d.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">\u00c8 una delle storie romane di liti con violenza coniugale che sono emerse dagli studi archivistici e che sono state pubblicate da Kenneth R. Stow e Sandra Debenedetti Stow (<i>Donne ebree a Roma nell&#8217;et\u00e0 del ghetto: affetto, dipendenza, autonomia, La Rassegna Mensile di Israel<\/i>&nbsp;&nbsp;1986, 52:1 pp. 63-103, 105-116). Le coppie litigavano, spesso le mogli si rifugiavano a casa dei genitori, la questione diventava di dominio pubblico e le autorit\u00e0 rabbiniche o civili ebraiche cercavano di mettere pace ove possibile. Prosegue Stow:&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">\u201cSe talvolta consentivano al marito di picchiare la moglie che peccava, non glielo permettevano a suo arbitrio. Moglie e marito avrebbero dovuto essere sempre giudicate davanti al Din Torah: se il marito \u00abdava pugni o botte con sassi\u00bb, la moglie poteva rivolgersi agli arbitri. E il marito che \u00abpicchiava la moglie senza alcuna giustificazione o torto da parte sua, e si comportava con crudelt\u00e0 tale\u00bb che questa fuggiva di casa e tornava dal padre, veniva condannato\u201d.&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Nel caso sopra citato, l\u2019uso della forza&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">\u201cvenne consentito a Shabbatai Duriel, per esempio, soltanto quando \u00abce n&#8217;era bisogno\u00bb, e solo ogni tanto, e&nbsp;&nbsp;\u00abcon [solo] una cinta leggera\u00bb, frase che viene tradotta dall&#8217;ebraico in italiano dal notaio stesso: \u00abSalvo d&#8217;una legera castigatione secondo come la legie permetta\u00bb\u201d.&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Povera Laura Limentani.<i><o:p><\/o:p><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">L\u2019antico tema della violenza di genere, nei rapporti uomo-donna (uomini violenti con le donne) \u00e8 stato al centro dell\u2019attenzione in questi giorni, prevalendo anche sulle notizie del fronte Israele-Palestina. Sono state le notizie tristissime di cronaca (neppure una novit\u00e0 purtroppo) ad accentuare la tensione, nei giorni precedenti la data prevista per una manifestazione che quest\u2019anno ha visto in piazza decine di migliaia di partecipanti. Anche se per alcuni gruppi promotori, tra cui \u201cNon-una-di-meno\u201d (aggiungerei: ebree- escluse) le vittime ebree non sono da considerare troppo, \u00e8 molto interessante vedere come questo aspetto particolare del tema (specificamente il marito che picchia la moglie) sia vissuto nell\u2019ebraismo, tra le fonti tradizionali e la realt\u00e0 sociale. Sollecitato dal film di Paola Cortellesi \u201cC\u2019\u00e8 ancora domani\u201d, che fotografa una situazione di violenza domestica romana nell\u2019immediato dopoguerra, con un marito violento che picchia continuamente la moglie, mi sono chiesto se a quei tempi, e anche oggi, la cosa si verificasse anche in famiglie ebraiche. Non ci sono, che io sappia, studi specifici sull\u2019argomento, ma solo testimonianze aneddotiche e denunce ai servizi sociali. Interrogando varie persone emerge che si sa che certe cose avvenivano anche tra ebrei, e che in qualche caso avvengono anche ora, casi drammatici ma sembra sporadici. Non abbiamo per\u00f2 un\u2019idea precisa dell\u2019estensione del fenomeno allora e oggi e come sia distribuito nelle fasce sociali, Nel mondo ebraico pi\u00f9 vasto il fenomeno esiste ed \u00e8 sempre pi\u00f9 controllato e denunciato, e non fa differenza la religiosit\u00e0 della famiglia. In giornali ebraici americani, anche religiosi, ci sono pubblicit\u00e0 con numeri verdi di assistenza ed emergenza, con inviti a non tacere. Lo stesso accade anche in Israele.&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Come si \u00e8 visto con la citazione all\u2019inizio, non si tratta di una novit\u00e0 nella nostra storia. Beninteso, leggendo quell\u2019articolo, si apprende anche che non erano solo i mariti a picchiare le mogli ma succedeva anche il contrario, ed erano le mogli stesse o il padre e i fratelli di lei ad agire (si noti come questo aspetto oggi sia del tutto trascurato nella protesta pubblica). Quello che succedeva cinquecento anni fa a Roma \u00e8 il seguito di una storia antica che non si \u00e8 mai fermata. La questione da chiarire \u00e8 quali siano le regole della halakh\u00e0 su questo argomento. Una halakh\u00e0 che, come sempre, mostra evidenti segni di visioni differenti. \u00c8 chiaro che si parte da un sistema famigliare di tipo patriarcale, anche se questa parola oggi suona offensiva e si chiede di abolire il sistema. Maimonide prescrive che<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">&nbsp;\u201cla moglie deve onorare molto il marito, temerlo e fare tutto secondo le sue istruzioni e che sia ai suoi occhi come un principe o un re\u201d (<i>Ish\u00f9<\/i>t 15:20).&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Nulla di pi\u00f9 maschilista. Ma questa \u00e8 una delle due facce del problema, perch\u00e9 al paragrafo precedente lo stesso Maimonide&nbsp;&nbsp;prescrive:&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">\u201cI Maestri hanno ordinato che l\u2019uomo debba onorare la moglie pi\u00f9 del corpo di lui e amarla come il corpo di lui e se ha dei soldi deve spenderne molti per il bene di lei a seconda delle facolt\u00e0 di lui; non deve imporle un timore eccessivo, deve parlare con lei tranquillamente non deve essere con lei nervoso o iracondo\u201d; le fonti aggiungono che chi fa cos\u00ec realizza quanto \u00e8 scritto:\u201d Saprai che la tua tenda \u00e8 in pace\u201d (<i>Giobbe&nbsp;<\/i>5:24).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">&nbsp;L\u2019immagine codificata da Maimonide \u00e8 quella della armonia in cui comanda l\u2019uomo ma il rispetto per la donna deve essere massimo. Quello dell\u2019obbedienza \u00e8 un principio generale, che poi nella pratica verr\u00e0 declinato con molta elasticit\u00e0 secondo le situazioni. E si pensi come questa teoria dell\u2019obbedienza contrasti con la storia biblica di Sar\u00e0 che impone la sua scelta al marito Abramo, con l\u2019avvallo divino: \u201ctutto quello che ti dir\u00e0 Sar\u00e0, ascolta la sua voce\u201d (<i>Bereshit<\/i>&nbsp;21:12); un\u2019espressione che per le femministe religiose ebree di oggi \u00e8 diventata uno slogan.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Passando poi alla pratica della violenza domestica, il principio del rispetto diventa una regola. Lo stesso Maimonide, che aveva prescritto che si pu\u00f2 costringere una moglie che si rifiuta di svolgere i lavori che \u00e8 tenuta a fare anche con la frusta, (Ish\u00f9t 21:10) venne severamente contraddetto dal contemporaneo (stiamo nel XII sec.)&nbsp;&nbsp;Avraham ben David di Posqui\u00e8res: \u201cnon ho mai sentito che si frustino le donne\u201d, preferendo altri sistemi morbidi di pressione. Maimonide scriveva in Egitto e rabb\u00ec Avraham in Provenza. Un secolo dopo Rabb\u00e8nu Asher, trasferito dalla Renania alla Spagna, chiuse la questione scrivendo che non si costringe la donna in alcun modo.&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Di qui alla regola codificata:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">&nbsp;\u201cCon chi picchia la moglie bisogna essere pi\u00f9 rigorosi che con chi picchia una persona qualsiasi, perch\u00e9 non si \u00e8 tenuti a onorare le persone, ma la moglie si \u00e8 obbligati a onorarla, e chi si comporta cos\u00ec segue le abitudini dei non ebrei e guai a ogni ebreo di fare cos\u00ec e chi si comporta cos\u00ec bisogna scomunicarlo e interdirlo, frustarlo e punirlo con ogni tipo di punizione\u201d.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Questa regola appare nel principale codice di halakh\u00e0, lo Shulchan Arukh, in una lunga aggiunta proprio alla fine delle regole sul divorzio, scritta dal Rem\u00e0, rav Mosh\u00e8 Isserles (cap. 154:3, pubblicata nel 1570). Si noti il rilievo sociale: questi non sono comportamenti ebraici.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Alla regola generale segue una precisazione:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt 35.4pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">&nbsp;\u201cSe \u00e8 lei a cominciare le ostilit\u00e0 e lo maledice senza motivo o offende il suocero o la suocera, lui la ammonisce e lei non se ne cura, la questione \u00e8 controversa: c\u2019\u00e8 chi dice che \u00e8 permesso picchiarla, e c\u2019\u00e8 chi dice che \u00e8 proibito picchiare anche una donna cattiva\u201d.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Tra le due opzioni il Rem\u00e0 preferisce la prima. Rem\u00e0 viveva a Cracovia e nelle sue parole sembra di sentire l\u2019eco delle decisioni romane: evitare la violenza il pi\u00f9 possibile, ma in certi casi, quando la moglie provoca e offende, si pu\u00f2 rispondere.&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">La regola si accompagna a un\u2019altra: se un marito provoca una lesione fisica alla moglie deve rifonderla economicamente come si fa per ogni lesione inflitta ad altri, in cui si calcola il danno, il dolore e la vergogna (e le spese mediche che comunque sono sempre a carico del marito) (Shulchan Arukh Even haEzer 83).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Oggi nessun decisore direbbe che in certi casi si possono alzare le mani. Per gli storici la halakh\u00e0 nelle sue controversie antiche \u00e8 stata influenzata da condizioni ambientali e sociali. A differenza del medioevo in cui la posizione della donna era pi\u00f9 forte, nel XVI secolo ci fu un\u2019evoluzione patriarcale piuttosto dura, nella societ\u00e0 in generale e di riflesso anche in quella ebraica, e questo spiegherebbe le pur limitate concessioni alla violenza domestica date dalle autorit\u00e0 romane. Per altri la halakh\u00e0 segue le sue dinamiche senza tanti condizionamenti.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Se poi ci riportiamo alla realt\u00e0 attuale c\u2019\u00e8 da chiedersi quanto i pochi \u2013ma sempre troppi- mariti violenti di oggi si sentano autorizzati a comportarsi cos\u00ec dalle norme tradizionali, interpretate a proprio fine.&nbsp;&nbsp;Molto probabilmente le ignorano del tutto e agiscono secondo pratiche sociali accettate da qualcuno. Difficilmente potrebbero trovare oggi un sostegno rabbinico.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><o:p style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: 15.693334px; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: rgb(0, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Ringrazio Serena Di Nepi per la consulenza storica<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNel 1536, Shabbatai ben Rafael Duriel fece giuramento che non avrebbe picchiato&nbsp;o frustato la moglie Laura fino a che questa non avesse abbandonato la casa del padre, Shabbatai di Limentani, dove si era rifugiata durante un litigio matrimoniale per motivi di soldi. 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