{"id":61805,"date":"2021-04-06T00:00:00","date_gmt":"2021-04-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/senza-categoria\/60-anni-dal-processo-eichmann-e-la-verita-del-male-l-intervista-a-bettina-stangneth-b1092221\/"},"modified":"2024-05-31T00:45:23","modified_gmt":"2024-05-30T22:45:23","slug":"60-anni-dal-processo-eichmann-e-la-verita-del-male-l-intervista-a-bettina-stangneth-b1092221","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/cultura\/60-anni-dal-processo-eichmann-e-la-verita-del-male-l-intervista-a-bettina-stangneth-b1092221\/","title":{"rendered":"60 anni dal processo: Eichmann e la verit\u00e0 del male. L&#8217;intervista a Bettina Stangneth"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Sessant\u2019anni fa, l\u201911 aprile 1961, si apriva a Gerusalemme il processo ad Adolf Eichmann, un atto di giustizia che ha avuto enormi conseguenze sulla coscienza collettiva della Sho\u00e0. Eichmann, tenente colonnello della SS, era stato forse il pi\u00f9 importante ed efficace organizzatore del genocidio degli ebrei d\u2019Europa. Era stato fra i promotori e i coordinatori della conferenza di Wannsee del 1942 in cui fu organizzata concretamente \u201cla soluzione finale del problema ebraico\u201d, ma gi\u00e0 prima era stato il responsabile della spoliazione e della deportazione degli ebrei a Vienna, poi fu l\u2019organizzatore della gigantesca macchina logistica che port\u00f2 alla morte nei campi di concentramento milioni di ebrei da tutt\u2019Europa, lavor\u00f2 sui trasporti ferroviari che alimentavano i Lager, da ultimo si occup\u00f2 da vicino della distruzione degli ebrei d\u2019Ungheria, l\u2019ultima grande deportazione della Sho\u00e0. Insomma fu un elemento decisivo della macchina di morte nazista. Dopo la sconfitta del nazismo, si nascose a lungo in Germania e anche in Italia, godendo di complicit\u00e0 importanti. Con documenti falsi rilasciatigli in Alto Adige, dunque con la copertura della gerarchia cattolica, si rifugi\u00f2 nel 1950 in Argentina. Scoperto per caso, nel 1960 il Mossad organizz\u00f2 una complessa e ben nota operazione per prelevarlo e portarlo in Israele. Nonostante le proteste ufficiali dell\u2019Argentina e un appello&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">per trasferirlo in Germania, Ben Gurion resistette a tutte le pressioni e decise di sottoporlo alla giustizia israeliana. Processato in primo grado e in appello dai giudici di Gerusalemme, fu condannato a morte. La sentenza fu eseguita il 31 maggio 1962.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Del processo ad Eichmann abbiamo parlato con Bettina Stangneth, filosofa tedesca e autrice del libro pi\u00f9 importante&nbsp;&nbsp;e innovativo degli ultimi anni sul tema \u201cLa verit\u00e0 del male &#8211; Eichmann prima di Gerusalemme\u201d, pubblicato in Italiano da LUISS University Press nel 2017. Fin dal titolo il libro critica la celebre tesi di Hannah Arendt per cui Eichmann rappresentava solo \u201cla banalit\u00e0 del male\u201d, l\u2019obbedienza burocratica \u201csenza pensiero\u201d e dunque il processo non aveva senso.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Bettina Stangneth, lei ha studiato a fondo le carte del processo e i materiali di Eichmann in Argentina. Qual \u00e8 il suo giudizio sul processo?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cLa prima cosa da dire \u00e8 che \u00e8 stato un processo equo, estremamente corretto. Eichmann ha avuto a sua disposizione tutti i mezzi legali per difendersi, i documenti, la possibilit\u00e0 di interloquire e discutere, la consulenza legale che voleva. Eichmann stesso ne fu molto sorpreso e se ne avvalse fino in fondo.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">In che senso?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cHa trasformato il processo in una guerra. Contava di vincerla e tornare in Germania libero. Bisogna dire che era molto preparato, conosceva i documenti, i libri, i fatti, i nomi, le date. Si era attrezzato per il processo gi\u00e0 in Argentina, anche se allora immaginava di poter fare la sua battaglia in Germania. A Gerusalemme, processato dai suoi nemici ebrei, credeva di poter vincere lo stesso, col suo caratteristico senso di superiorit\u00e0 razzista. Pensava di poter manovrare gli ebrei sulla base della sua supremazia innata, e credeva di capirli meglio di come si capivano loro stessi: tent\u00f2 tutti i trucchi per riuscirci.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Quali trucchi?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cBisogna capire che per la mentalit\u00e0 nazista l\u2019idea di una ragione universale, di un\u2019etica valida per tutti, \u00e8 una trappola che indebolisce, impedisce il dominio. E da un certo punto ha anche ragione: a chi ha capito che le regole morali impongono il rispetto della vita, \u00e8 pi\u00f9 difficile compiere delle stragi. Dal punto di vista nazista, questa \u00e8 una debolezza. Quest\u2019idea dell\u2019etica universale per i nazisti era ebraica. Eichmann cerc\u00f2 di sfruttarla, di usare lo \u2018spirito ebraico\u2019 contro gli ebrei, atteggiandosi come se vi aderisse. Si diede l\u2019aria di una specie di filosofo, si mise a sostenere la legittimit\u00e0 morale del suo comportamento. In una delle sessioni del processo accadde una scena incredibile: Eichmann si mise a discutere dell\u2019etica di Kant con un giudice. Se lo pu\u00f2 immaginare? Un assassino di massa che parla di filosofia coi suoi giudici&#8230; Contava con ci\u00f2 di far dimenticare chi era stato davvero.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">E ci \u00e8 riuscito?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cAlla fine no, \u00e8 stato giustamente condannato. Ma ha avuto qualche successo. \u00c8 riuscito a impersonare una maschera completamente diversa da quell\u2019assassino che era. Ho studiato le corrispondenze dei giornalisti che erano l\u00e0: tutti sono sorpresi che un ometto cos\u00ec innocuo, cos\u00ec poco interessante, con gli occhiali, \u201cun impiegato\u201d che parla in maniera rispettosa e competente fosse un pericoloso genocida.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Com\u2019\u00e8 possibile?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cSe uno \u00e8 stupido, gli \u00e8 difficile sembrare intelligente. Ma se \u00e8 intelligente, se sa come funziona la psicologia della gente, \u00e8 facile farsi credere stupido. Pu\u00f2 mostrare atteggiamenti e pronunciare parole ben studiate per suscitare interpretazioni sbagliate. Se si aspettano che menta continuamente e invece insiste a rettificare i particolari, a puntualizzare dettagli veri, a dare fatti e numeri, finiranno col credergli, penseranno che \u00e8 stupido, innocuo, che non capisce dove sta, che \u00e8 indifeso&#8230;\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Anche Hannah Arendt si lasci\u00f2 convincere dalla sua sceneggiata<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cS\u00ec anche la Arendt non cap\u00ec, si fece prendere nella sua trappola, credette davvero che fosse un innocuo burocrate che obbediva e \u201cnon pensava\u201d. Come molti altri giornalisti, del resto. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa in pi\u00f9. Arendt era una filosofa, cio\u00e8 una donna capace di pensare in maniera profonda e originale. Condivideva l\u2019illusione dell\u2019illuminismo che il pensiero, la ricerca della verit\u00e0,&nbsp;&nbsp;sia incompatibile col male. Ma non \u00e8 cos\u00ec, il nazismo ce l\u2019ha mostrato, esiste un pensiero del male. Ci sono malvagi che sanno pensare, anche filosofi del male, come Heidegger. Eichmann pensava, era lucidissimo, astuto, ben preparato, colto, capace di prevedere le reazioni dei suoi nemici.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Qual \u00e8 stato il risultato del processo Eichmann? \u00c8 stato opportuno farlo?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cS\u00ec, \u00e8 stato giusto. Bisognava farlo. Ci furono due risultati immediati. Il primo fu la documentazione. Ancora oggi si possono vedere i fascicoli del processo, l\u2019immensa documentazione raccolta. \u00c8 l\u2019inizio di una ricerca sistematica sui crimini del nazismo che non era stata compiuta prima d\u2019allora. Si parlava di crimini del nazismo, ovviamente, ma il genocidio degli ebrei era solo un dettaglio. Il secondo risultato \u00e8 stato il dibattito che \u00e8 iniziato proprio per merito di Hannah Arendt. Dal punto di vista storico Arendt ha fatto molti errori, che io ho documentato nel mio libro, ha sbagliato soprattutto il suo giudizio su Eichmann, sottovalutandone lo spessore criminale. Ma ha avuto il merito immenso di sollevare un dibattito sul nazismo, sul rapporto con la storia tedesca, sull\u2019antisemitismo che non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. Pensi che prima del processo Eichmann ci saranno stati al massimo quindici libri su questi temi. Quasi non se ne parlava.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Anche in Italia il libro di Primo Levi, rifiutato da Einaudi nel \u201847 e pubblicato da un piccolo editore, conobbe il successo solo dopo il processo.<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cFu stesso in Francia, in Germania, dappertutto. Si pu\u00f2 dire che lo studio vero del nazismo e della Sho\u00e0 inizia dopo il processo.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">&nbsp;<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Perch\u00e9 \u00e8 importante continuare a parlare di queste cose?<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;font-size: medium;, serif;color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">\u201cPer la memoria, naturalmente. Ma non solo per questo. Bisogna pensare che per compiere i grandi crimini della storia le persone davvero convinte, i fanatici, non bastano. C\u2019\u00e8 bisogno degli aiutanti, i quali devono collaborare perch\u00e9 il disegno criminale si realizzi. \u00c8 a loro che bisogna parlare, che bisogna mostrare che cos\u2019\u00e8 il male, dove porta il pensiero della violenza, che secondo me \u00e8 la pi\u00f9 pericolosa di tutte le armi degli uomini. Senza i seguaci i fanatici sono disarmati. E se il pensiero della violenza \u00e8 smascherato, i seguaci non arrivano. \u00c8 questo il compito che abbiamo, ancora oggi.\u201d<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sessant\u2019anni fa, l\u201911 aprile 1961, si apriva a Gerusalemme il processo ad Adolf Eichmann, un atto di giustizia che ha avuto enormi conseguenze sulla coscienza collettiva della Sho\u00e0. Eichmann, tenente colonnello della SS, era stato forse il pi\u00f9 importante ed efficace organizzatore del genocidio degli ebrei d\u2019Europa. 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