{"id":125404,"date":"2026-03-09T07:25:19","date_gmt":"2026-03-09T06:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=125404"},"modified":"2026-03-09T07:25:19","modified_gmt":"2026-03-09T06:25:19","slug":"la-settimana-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/israele\/la-settimana-di-israele\/","title":{"rendered":"La settimana di Israele"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>La confusione del pubblico<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 passata una decina di giorni dall\u2019inizio dell\u2019attacco israelo-americano all\u2019Iran e la maggior parte del pubblico non ha affatto le idee chiare su quel che sta accadendo. Chi vince, chi perde? La coalizione israelo-americana sta violando il diritto internazionale o sta impedendo a una feroce dittatura di armarsi con bombe atomiche e supermissili che minacciano non solo Israele ma mezzo mondo? La prospettiva di un cambio di regime in Iran e magari del ritorno della democrazia \u00e8 realistica o illusoria? Le cifre vere sono quelle degli annunci americani e dei giornalisti israeliani o della propaganda degli ayatollah? La guerra durer\u00e0 giorni, settimane, mesi, anni? Bisogna credere a Travaglio e Orsini o a Porro e Capezzone? Tanta confusione non \u00e8 certo un fatto sorprendente: in una celebre pagina di \u201cGuerra e pace\u201d, uno dei personaggi centrali del romanzo, Pierre Bezuchov, si trova a osservare in prima linea la battaglia di Borodino fra Napoleone e l\u2019esercito zarista. \u00c8 colpito da mille particolari terribili e sanguinosi, morti, feriti, cannonate, mutilazioni; ma non riesce affatto a capire come va la battaglia chi sta vincendo e chi \u00e8 in fuga: gli manca la prospettiva. Cos\u00ec accade al pubblico di oggi, sopraffatto da un flusso continuo di informazioni da varie fonti, di cui la maggior parte &#8211; in primo luogo i media occidentali, in particolare quelli italiani &#8211; non sono affatto interessate a raccontare e ad analizzare gli eventi, ma a trarne propaganda in favore della loro parte politica, di solito ottusamente contraria a Trump e a Israele. Al di l\u00e0 dei bombardamenti, delle vittime, delle clausole giuridiche, ci vuole una prospettiva per capire che cosa sta succedendo. \u00c8 importante dunque cercare di chiarire.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>L\u2019etica lugubre dell\u2019islamismo<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Partiamo da qui. Nella guerra in corso si confrontano due strategie, due etiche, due sistemi di guerra. L\u2019Iran \u00e8 da decenni il centro mondiale dell\u2019islamismo, che dopo la fine di fascismo e comunismo \u00e8 diventato il principale nemico globale dell\u2019Occidente e dei suoi valori e per questo gode dell\u2019appoggio delle minoranze antisemite, antiamericane e anticapitaliste in Occidente, oltre che di Russia e Cina. L\u2019etica dell\u2019islamismo \u00e8 sempre bellica, la pace serve solo a preparare il prossimo assalto; le perdite e la morte dei combattenti e anche dei loro stessi civili non importano, perch\u00e9 cos\u00ec diventano \u201cmartiri\u201d, ottenendo il sommo bene. Coi nemici non \u00e8 possibile fare la pace, ma solo, se serve, concordare delle tregue da rompere quando converr\u00e0; essi, secondo il Corano, hanno solo la scelta se convertirsi, accettare la semi-schiavit\u00f9 dei \u201cdhimmi\u201d o essere uccisi. I musulmani che non accettano questo lugubre estremismo e vogliono relazioni normali con gli \u201cinfedeli\u201d sono considerati nemici, anzi traditori e vanno eliminati anche loro. I civili, in quanto infedeli, sono tutti bersaglio legittimo: la loro sorte \u00e8 morire oppure sottomettersi e diventare schiavi e concubine.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Le tecniche belliche<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Questa concezione della guerra ha come conseguenza pratica il terrorismo, la scelta dei civili come obiettivi prioritari, l\u2019impossibilit\u00e0 della pace, il rifiuto di arrendersi anche di fronte all\u2019eliminazione di tutto il gruppo dirigente. L\u2019Iran non \u00e8 diverso in questo da Hamas, da Hezbollah, dall\u2019Isis o da Al Qaeda. La loro guerra \u00e8 organizzata per vincere non sconfiggendo in campo aperto ma scoraggiando il nemico con perdite civili, stupri, mutilazioni, danni economici, disordini interni. La guerra \u00e8 calcolata per i suoi effetti politici e la politica (o il negoziato) sono solo una parte della guerra. La conseguenza militare \u00e8 la costruzione di strutture, come i tunnel o i punti di sparo in mezzo alla popolazione civile, che possano resistere anche a una catastrofica sconfitta militare e mettano comunque il nemico nella condizione di rischiare continuamente di colpire la popolazione civile, pagando per questo un prezzo propagandistico garantito anche dall\u2019appoggio (se non proprio dalla complicit\u00e0) dei media e dei politici \u201cprogressisti\u201d e \u201cumanitari\u201d. Naturalmente di tale atteggiamento fa parte anche la totale indifferenza, se non insofferenza, per la neutralit\u00e0 di chi non vuole partecipare al conflitto ma, agli occhi degli islamisti, \u00e8 \u201coggettivamente\u201d un nemico, perch\u00e9 \u201cchi non \u00e8 con noi \u00e8 contro di noi\u201d. Questo si \u00e8 visto chiaramente negli assalti che gli iraniani hanno portato in questa guerra a una dozzina di paesi neutrali e perfino amici (con l\u2019illusione di costringerli a prendere posizione in loro favore) e con meno evidenza ma altrettanta barbara determinazione, durante il 7 ottobre, quando buona parte delle vittime erano israeliani s\u00ec, ma esplicitamente dediti a cercare \u201cla pace\u201d e ad aiutare \u201ci palestinesi\u201d. L\u2019espressione pi\u00f9 chiara di questo pensiero militare nell\u2019ultima guerra sono gli sciami di droni: poco costosi, facili da costruire e da nascondere, difficili da rilevare, impotenti contro gli obiettivi militari \u201cduri\u201d (che i terroristi non hanno neppure tentato di colpire n\u00e9 ora n\u00e9 nella guerra di giugno) ma pericolosissimi contro case, alberghi, aeroporti, popolazione civile.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La professionalit\u00e0 e l\u2019etica degli eserciti occidentali<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Dall\u2019altra parte vi sono due eserciti (Usa e Israele) di grande professionalit\u00e0, che usano macchine potenti ed estremamente precise, mirando esclusivamente ad obiettivi militari (nonostante la propaganda isterica dei propal) e in particolare alle strutture di comando e alle installazioni come tunnel, lanciamissili, impianti atomici, impianti industriali strategici, caserme ecc. Il tentativo \u00e8 quello di decapitare da un lato e di disarmare dall\u2019altro i nemici, sperando (forse con qualche eccesso di ottimismo) che le forze di opposizione (debolissime o inesistenti a Gaza e nelle zone sciite del Libano, forse pi\u00f9 forti ma divise e disarmate in Iran) possano subentrare ai nemici disarticolati in questo modo. L\u2019etica per l\u2019esercito israeliano \u00e8 fondamentale, elaborata e coltivata certamente pi\u00f9 di quanto faccia qualunque altro corpo militare al mondo. Essa prescrive di difendere la vita dei soldati, ma prima ancora dei civili che essi devono difendere e quando \u00e8 possibile anche dei civili nemici, sia pure al rischio di subire perdite per questo. Ne consegue la distinzione fra obiettivi militari e popolazione civile, il rispetto della neutralit\u00e0, l\u2019obiettivo strategico di raggiungere finalmente la pace. Ma questo, contrariamente a quel che vorrebbero media e politici europei non significa rinunciare a difendere il paese, anche in maniera poco convenzionale e aggressiva.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La situazione strategica<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Poste queste premesse, \u00e8 chiaro che lo scontro oggi \u00e8 fra chi, con armi di precisione e audacissime incursioni, cerca di decapitare e disarmare i nemici, eliminando l\u2019aggressione in nome di una pace futura che tuteli la vita e la possibilit\u00e0 di collaborazione dei popoli coinvolti e chi cerca di creare il massimo disagio collettivo, fra i propri stessi cittadini, quelli nemici, quelli che non partecipano allo scontro, per riuscire a eliminare gli infedeli e il sistema che consente loro di vivere. Chi sta vincendo oggi? Senza dubbio americani e israeliani sono riusciti a ferire profondamente la testa della piovra e a toglierle buona parte delle armi. Ma \u00e8 pi\u00f9 facile creare il caos che l\u2019ordine, distruggere e terrorizzare piuttosto che creare un nuovo equilibrio. Il rischio \u00e8 che gli agenti del caos non siano completamente distrutti e che i sopravvissuti possano continuare presto la loro opera di distruzione a partire da quel che \u00e8 rimasto intatto. Cos\u00ec \u00e8 accaduto pi\u00f9 volte con Hamas ed \u00e8 successo anche dopo la guerra del giugno scorso con l\u2019Iran. Non bisogna preoccuparsi tanto per la durata di questa guerra quanto di una sua eventuale conclusione incompleta e intempestiva, quel \u201critorno della diplomazia\u201d agognato da media e opinion leaders \u201cprogressisti\u201d a parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Etica e modi di guerra<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":125405,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-125404","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-israele"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La settimana di Israele - Shalom<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.shalom.it\/israele\/la-settimana-di-israele\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La settimana di Israele - 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