{"id":123715,"date":"2026-01-03T19:32:24","date_gmt":"2026-01-03T18:32:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=123715"},"modified":"2026-01-03T19:32:24","modified_gmt":"2026-01-03T18:32:24","slug":"la-settimana-di-israele-venezuela-e-poi-forse-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/mondo\/la-settimana-di-israele-venezuela-e-poi-forse-liran\/","title":{"rendered":"La settimana di Israele: Venezuela e poi forse l\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019abbattimento del regime di Maduro<\/strong><br \/>\nAnche se l\u2019Europa in genere non lo capisce e soprattutto non lo gradisce, questo \u00e8 un buon momento per le relazioni internazionali di Israele. L\u2019abbattimento del regime di Maduro in Venezuela \u00e8 un\u2019ottima notizia, non solo per il popolo venezuelano, e in particolare per gli ebrei venezuelani, duramente perseguitati prima da Chavez e poi da Maduro, ma in generale per il mondo. Quel che sparisce \u00e8 un regime criminale, dedito al traffico di droga, acerrimo nemico di Israele, oppressivo e dittatoriale. Le ultime elezioni in cui Maduro si \u00e8 perpetuato come presidente sono state una farsa ignobile. Non \u00e8 un caso che la leader dell\u2019opposizione Mar\u00eda Corina Machado Parisca abbia ricevuto un paio di mesi fa il Premio Nobel per la pace da un comitato che certamente non \u00e8 vicino alle posizioni politiche di Trump. Era un esempio di resistenza alla dittatura e si spera che ora possa amministrare il suo paese e portarlo anche sul piano internazionale lontano dalle amicizie iraniane, russe e cinesi di Maduro. Israele avr\u00e0 probabilmente un nuovo amico in Sudamerica, dopo l\u2019Argentina, il Cile, l\u2019Honduras, la Bolivia.<\/p>\n<p><strong>Trump fa rispettare le sue minacce<\/strong><br \/>\nMa nella notizia dell\u2019abbattimento di Maduro \u00e8 contenuto anche un altro aspetto positivo per Israele, il fatto che Trump abbia dato seguito alle sue minacce, sebbene in genere sia considerato un presidente isolazionista e poco disponibile a usare davvero la forza. Le ultime minacce di Trump sono state per Hamas durante la conferenza stampa in seguito all\u2019incontro con Netanyahu (\u201cse non disarmeranno si apriranno le porte dell\u2019inferno\u201d) e per l\u2019Iran (se continueranno a cercare di ricostruire il programma nucleare e quello missilistico Israele avr\u00e0 diritto di difendersi e noi rischiamo di dover sprecare carburante per i nostri bombardieri B2\u201d) e di nuovo per l\u2019Iran in seguito alla repressione sanguinosa della rivolta contro il regime (\u201cse continueranno ad ammazzare i manifestanti, dovremo intervenire\u201d).<\/p>\n<p><strong>La ribellione in Iran<\/strong><br \/>\nLa rivolta iraniana ha ottenuto pochissima attenzione nei media e nella politica europea soprattutto di sinistra, che in genere hanno mostrato costante simpatia per l\u2019oscura dittatura clericale degli ayatollah, ma \u00e8 estremamente importante. Questa \u00e8 la settima ondata di proteste contro il regime iraniano dalla rivoluzione islamica del 1979: vi sono state prima le manifestazioni studentesche del 1999, poi il movimento verde del 2009, proteste economiche nel 2012, 2017-18, il \u201cbloody novembre del 2018-19, il movimento &#8220;Donna, Vita, Libert\u00e0&#8221; dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022-23 e finalmente il ciclo attuale. I manifestanti hanno pagato il loro amore della libert\u00e0 complessivamente con migliaia di vittime, decine di migliaia di incarcerati, moltissime esecuzioni capitali. Il regime iraniano ha il record mondiale delle condanne a morte, nel 2025 ne sono state eseguite circa 2000. A parte qualche bella parola, i coraggiosi giovani iraniani che hanno condotto queste manifestazioni non hanno ricevuto finora n\u00e9 solidariet\u00e0 n\u00e9 appoggio dall\u2019Europa o dagli Stati Uniti. L\u2019intervento di Trump \u00e8 una novit\u00e0 assoluta. Israele ha sempre espresso solidariet\u00e0 nei loro confronti e li ha probabilmente anche aiutati in maniera clandestina; ma \u00e8 chiaro che la sua possibilit\u00e0 di esercitare pressione per impedire la repressione interna nei confronti di un regime che \u00e8 gi\u00e0 un nemico mortale \u00e8 molto limitata.<\/p>\n<p><strong>Una svolta possibile<\/strong><br \/>\nQuesta rivolta, a differenza delle precedenti, ha qualche possibilit\u00e0 di riuscire ad abbattere il regime. Innanzitutto, perch\u00e9 questo \u00e8 scosso dai colpi subiti da Israele e dagli Usa nella \u201cguerra dei dodici giorni\u201d del giugno scorso. Allora oltre agli impianti nucleari, missilistici, di difesa aerea, Israele ha colpito molti esponenti del regime e in particolare le sue milizie armate, in particolare i Pasdaran (Guardie della Rivoluzione Islamica) e i Basij (il loro ramo dedicato alla repressione interna), evitando invece nei limiti del possibile di eliminare l\u2019esercito regolare, che ha le armi necessarie per rovesciare il regime attuale. Un altro aspetto nuovo \u00e8 il fatto che Israele continua a tenere nel mirino il regime iraniano, che da decenni proclama come obiettivo politico la distruzione dello Stato ebraico e in particolare ha dato il via e diretto la guerra del 7 ottobre.<\/p>\n<p><strong>Imperialismo e repressione<\/strong><br \/>\nLe rivolte dei giovani e l\u2019imperialismo degli ayatollah hanno una relazione evidente: l\u2019Iran \u00e8 potenzialmente uno stato ricco, perch\u00e9 ha preziose risorse naturali e la capacit\u00e0 per sfruttarle. Invece la popolazione si trova in uno stato di miseria, soggetta nell\u2019ultimo anno a una terribile carestia. Ci\u00f2 deriva dalla scelta di investire i profitti delle esportazioni innanzitutto nella costruzione di armi avanzate, inclusi missili intercontinentali e bomba atomiche, di finanziare massicciamente i movimenti terroristi come Houti. Hezbollah e Hamas, oltre che dal boicottaggio internazionale provocato dall\u2019aggressivit\u00e0 del regime. Insomma, se a Teheran si insediasse un governo normale, capace di convivere con i suoi vicini senza prepararsi per guerre che nessuno gli impone, la popolazione vivrebbe molto meglio. E con la caduta del regime islamico sarebbero eliminate anche tutte le proibizioni e le umiliazioni ai danni dei giovani e delle minoranze etniche e religiose. Se vincesse il movimento di protesta, che continua e si rafforza ogni giorno, il volto del Medio Oriente cambierebbe completamente.<\/p>\n<p><strong>Le possibilit\u00e0 della rivolta<\/strong><br \/>\nIn questo contesto l\u2019inedito avvertimento di Trump costituisce un appoggio importante per il movimento di rivolta, soprattutto dopo quel che \u00e8 accaduto in Venezuela. Nei giorni scorsi vi sono stati anche adesione dei ribelli curdi e beluci, che a differenza dei giovani di Teheran sono armati e diffusi sul territorio. Di fatto, questa rivolta sembra pi\u00f9 strutturata e organizzata delle precedenti. Ci\u00f2 non significa naturalmente che un regime cos\u00ec radicato da 46 anni, con una presenza economica e un sostegno militare, oltre che una base religiosa, possa crollare facilmente. C\u2019\u00e8 anche la preoccupazione che esso possa tentare gravi provocazioni per emarginare la rivolta, per esempio tentare di bombardare di nuovo Israele. Per questo l\u2019attenzione dell\u2019esercito israeliano \u00e8 molto alta e ci sono stati avvertimenti molto duri. Per gli ayatollah riaprire la guerra con Israele comporterebbe la certezza della sconfitta e della distruzione del loro apparato militare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019abbattimento del regime di Maduro Anche se l\u2019Europa in genere non lo capisce e soprattutto non lo gradisce, questo \u00e8 un buon momento per le relazioni internazionali di Israele. 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