{"id":122311,"date":"2025-11-06T00:08:45","date_gmt":"2025-11-05T23:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.shalom.it\/?p=122311"},"modified":"2025-11-06T00:05:14","modified_gmt":"2025-11-05T23:05:14","slug":"le-elezioni-a-new-york-rischi-e-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shalom.it\/mondo\/le-elezioni-a-new-york-rischi-e-prospettive\/","title":{"rendered":"Le elezioni a New York: rischi e prospettive"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un risultato previsto, ma che ha fatto notizia<\/strong><br \/>\nLe elezioni comunali, anche quelle delle grandi citt\u00e0, hanno in genere un significato quasi esclusivamente locale, o al massimo sono prese come un segnale delle tendenze dell\u2019elettorato per le prossime elezioni politiche. Non \u00e8 cos\u00ec per\u00f2 per il voto che si \u00e8 svolto l\u2019altro ieri a New York, con la netta vittoria del candidato democratico Zohran Mamdani (con circa il 57,8 %), sull\u2019indipendente Andrew Cuomo (30,2%) e sul repubblicano Curtis Sliva (10,5%). Sul piano della politica non si tratta affatto di una sorpresa, non solo perch\u00e9 i sondaggi prevedevano tutti questo risultato. New York City \u00e8 sempre stata democratica, ha avuto costantemente, con poche eccezioni, sindaci democratici, alle presidenziali dell\u2019anno scorso Kamala Harris col 68% dei voti doppi\u00f2 Trump che ne ottenne appena il 30%. Dunque la notizia non deriva da questo risultato e neppure nella dimensione della citt\u00e0: New York \u00e8 solo all\u2019undicesimo posto nella classifica delle grandi conurbazioni dietro a Tokyo, Delhi, Shangai ma anche a due metropoli del continente americano, Citt\u00e0 del Messico e San Paolo. Anche nella classifica economica New York \u00e8 solo seconda dietro a Tokyo, ma conserva pur sempre il suo straordinario valore simbolico.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il nuovo sindaco<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 che ha attratto l\u2019attenzione di tutti i politici e i media del mondo \u00e8 l\u2019identit\u00e0 del vincitore, Zohran Mamdani, nato in Uganda da una famiglia musulmana di intellettuali (il padre professore di \u201cstudi postcoloniali\u201d, la madre regista cinematografica) di origini indiane, trasferito poi a New York all\u2019et\u00e0 di 7 anni, laureato in \u201cStudi africani\u201d nel non famosissimo Bowdoin College nel Maine. A parte la carriera di musicista rap, tentata senza molto successo, il trentaquattrenne Mamdani si \u00e8 dedicato esclusivamente alla vita politica, sempre su posizioni islamiste e di estrema sinistra. Una quindicina d\u2019anni fa \u00e8 stato fra i fondatori nella sua sede universitaria del movimento anti-israeliano \u201cStudents for Justice in Palestine\u201d; ha fatto campagna per il \u201csocialista\u201d Bernie Sanders fin dalle presidenziali di otto anni fa, \u00e8 entrato nel gruppo dei Democratic Socialists of America (DSA), che non sono affatto socialdemocratici, ma l\u2019ala pi\u00f9 estremista di sinistra del partito democratico. Dopo appena cinque anni di esperienza come consigliere nell\u2019Assemblea dello Stato di New York, ha vinto inaspettatamente la primavera scorsa le primarie per la candidatura democratica a sindaco di New York e poi facilmente ha conquistato la carica.<\/p>\n<p><strong>Il programma di Mamdani<\/strong><br \/>\nLe sue posizioni corrispondono alla carriera. Si \u00e8 dichiarato per la riforma (cio\u00e8 il disarmo o almeno il depotenziamento) della polizia, per la ristrutturazione (in senso abolizionista) del sistema carcerario, per la regolamentazione pubblica obbligatoria di affitti (con forti sussidi pubblici) e dei prezzi dei consumi di base, per l\u2019istituzione di mercati gratuiti comunali dei generi alimentari, di trasporti pubblici altrettanto gratuiti, di un innalzamento radicale delle tasse al limite dell\u2019esproprio per i cittadini pi\u00f9 benestanti. In termini generali ha proclamato un\u2019ideologia anticapitalistica, un forte antagonismo nei confronti di Israele, una solidariet\u00e0 senza limiti ai movimenti armati islamici e comunisti, in particolare alla \u201clotta armata palestinese\u201d, un caldo legame con dittature come quelle di Cuba, Venezuela, Iran. Ha molto sottolineato la sua identit\u00e0 musulmana, fino a usare spesso l\u2019arabo (che non \u00e8 affatto la sua lingua di famiglia o natale) per caratterizzarsi nei suoi interventi trasmessi in televisione.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ha vinto?<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaro che la ragione della meraviglia, della perplessit\u00e0 e anche della paura di molti si possa riassumere nella domanda: come mai la capitale economica dell\u2019Occidente capitalistico, che gode di ottima salute economica grazie alle innovazioni economiche e finanziarie in corso, ha eletto per amministrarla un nemico esplicito del capitalismo? Come mai il secondo comune al mondo per popolazione ebraica (a New York vi sono circa 960.000 ebrei) ha votato in proporzione cos\u00ec alta un candidato sindaco che si proclama nemico di Israele e disposto a organizzarne il boicottaggio, che ha dichiarato di voler arrestare il primo ministro israeliano Netanyahu se entrer\u00e0 a New York (anche se la legge americana non glielo consente)? Senza dubbio sulla prima ragione di perplessit\u00e0 ha pesato il paradosso per cui in buona parte dell\u2019Occidente (negli Usa come in Italia) i sostenitori della sinistra e delle politiche socialiste non sono i lavoratori che in teoria dovrebbero beneficarne, ma i ceti urbani ideologizzati. A New York avrebbero votato chiunque contro Trump. E sulla seconda \u00e8 stato influente il fatto che la popolazione ebraica americana comprende due gruppi fortemente antisionisti: l\u2019estrema sinistra soprattutto giovanile, educata da buona parte dei filoni \u201creform\u201d e \u201cconservative\u201d a pensare che il cuore dell\u2019ebraismo sia non il rispetto della tradizione religiosa e l\u2019osservanza dei precetti, ma la questione della giustizia sociale riassunta nello slogan del \u201cTikkun Olam\u201d (\u201criparazione del mondo\u201d); e dall\u2019altro lato dello spettro delle opinioni, gli eredi di dinastie chassidiche come i Satmar, che in nome della tradizione rifiutano la legittimit\u00e0 dello Stato di Israele. Ciononostante i sondaggi dicono che la maggioranza degli ebrei di New York si \u00e8 differenziato dal resto della popolazione non votando per il nuovo sindaco.<\/p>\n<p><strong>Che succeder\u00e0 ora?<\/strong><br \/>\nMamdani ha fatto molte promesse che non potr\u00e0 mantenere. Sui negozi alimentari e sui trasporti gratuiti ha gi\u00e0 iniziato a fare marcia indietro, dato che non ha i soldi per realizzarli e certamente non sar\u00e0 aiutato n\u00e9 dal governo federale n\u00e9 da quello dello Stato, che hanno altre idee. La sua possibilit\u00e0 di alzare le tasse \u00e8 limitata dalla legge, come i suoi progetti internazionali. Ma certamente ha forza (per esempio il comando della polizia) per affermare una svolta e ostacolare i gruppi contro cui ha fatto campagna, fra cui la componente ebraica. Bisogna prevedere che per molti ebrei la citt\u00e0 guidata da lui sar\u00e0 molto meno ospitale, in tempi in cui l\u2019antisemitismo anche violento \u00e8 gi\u00e0 in forte crescita. La New York ebraica di tanti film e tanta letteratura sar\u00e0 ridimensionata, ci sar\u00e0 un\u2019emigrazione verso Israele o altre citt\u00e0 americane. Le conseguenze pi\u00f9 importanti per\u00f2 avranno carattere politico generale: \u00e8 possibile che l\u2019elezione di Mamdani, per scontata che fosse, possa contribuire a convincere l\u2019elettorato democratico ad appoggiare l\u2019ala pi\u00f9 estremista, radicalizzando tutta la sinistra americana, com\u2019\u00e8 accaduto altrove in Europa (Spagna, Gran Bretagna, Francia). Ma se la nuova amministrazione deludesse, vi potrebbe essere a medio termine, in tempo per le prossime presidenziali, un contraccolpo significativo in direzione opposta dell\u2019elettorato. \u00c8 il piano su cui verosimilmente lavora Trump.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un risultato previsto, ma che ha fatto notizia Le elezioni comunali, anche quelle delle grandi citt\u00e0, hanno in genere un significato quasi esclusivamente locale, o al massimo sono prese come un segnale delle tendenze dell\u2019elettorato per le prossime elezioni politiche. 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